Coronavirus, dopo la denuncia dei parenti dei pazienti della Rsa di Cologno interviene il sindaco

Ieri la 'Dire' aveva raccolto le testimonianze di alcuni parenti degli anziani ricoverati nella struttura, controllata dalla fondazione della famiglia dell'ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani
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MILANO – Task force di medici e infermieri operativa “da due settimane” e specializzata in “medicina di crisi”; trenta tamponi ritirati e altri chiesti ad Ats assieme a informazioni sul laboratorio dove processarli; assenze del personale “di quasi il 60%” integrate con contratti con agenzie interinali; “costante aggiornamento” alle famiglie “attraverso lettere, telefonate e dialoghi continui con i Medici di struttura”. Sono le principali informazioni sulla delicata situazione della Rsa Mantovani di Cologno Monzese fornite dal sindaco Angelo Rocchi, che ieri pomeriggio, insieme al comandante della Polizia Locale, si e’ confrontato di persona con il personale e la dirigenza dell’Rsa Mantovani, “con l’obiettivo di sincerarmi della situazione della struttura”.

Ieri la ‘Dire’ aveva raccolto le testimonianze di alcuni parenti degli anziani ricoverati nella struttura, controllata dalla fondazione della famiglia dell’ex vicepresidente della Regione Mario Mantovani. I famigliari sono preoccupati per l’assenza di informazioni sulla possibile epidemia all’interno, e hanno denunciato 23 morti nelle ultime tre settimane, dato confermato anche se non piu’ di sei sarebbero i decessi direttamente riconducibili al coronavirus.

Il sindaco Rocchi e’ comunque corso ai ripari e ha appreso dalla direzione della Rsa, riferisce lo stesso primo cittadino sul suo profilo Facebook, che “si e’ partiti con uno screening sanitario contestuale all’effettuazione del test rapido a tutti i residenti e questo ha consentito di collocare in aree protette e distinte gli ospiti risultati positivi da quelli risultati negativi, rafforzando cosi’ le attivita’ di assistenza e cura”.

Al momento- riferisce ancora il sindaco di Cologno- “sono presenti 4 medici e la struttura e’ stata fornita delle necessarie attrezzature per la creazione, all’interno, di un vero e proprio laboratorio medico a servizio dei residenti: un ecografo, esami ematici verificabili al momento, misurazione di emogass. Ad oggi il personale risulta adeguato per le normali attivita’ di assistenza, comprese quelle fisioterapiche che stanno ripartendo con piani personalizzati. Nelle difficolta’ e criticita’ affrontate in queste ultime settimane, si sono rafforzate le indicazioni per ottimizzare diete e interventi supplementari nell’apporto di vitamine, calorie ed idratazioni” e all’interno della Rsa opera anche una psicologa “a supporto del personale all’interno della struttura”.

Rocchi conclude riaffermando il suo “personale impegno nel tenervi aggiornati in questa situazione delicata che impone un monitoraggio continuo in collaborazione con tutte le autorita’” e manda “un pensiero di vicinanza a tutti i nonni che stanno soffrendo e che stanno lottando“.

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16 Aprile 2020
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