VIDEO | FOTO | L’occhio del drone sui parchi, ecco come vede in volo

A Modena i droni sono stati utilizzati per controllare i parchi cittadini e le piste ciclabili
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MODENA – Pesa un paio di chili e viene pilotato da un agente abilitato ad attivarlo tra gli ‘scenari critici’, che nel gergo significa le zone abitate. Secondo la regole (la normativa Enac) potrebbe volare fino 120 metri ma di solito non ci si spinge oltre i 30-40, per offrire registrazioni, ad alta definizione, che permettano di distinguere in modo nitido le eventuali presenze. La guida avviene sempre a vista, nel senso che il pilota, che ne è anche il proprietario, deve sempre poter vedere il velivolo. Sta facendo parlare di sé in chiave anticoronavirus ma è disponibile da oltre un anno il drone della Polizia locale di Modena, una delle prime in Italia a farsi trovare pronta nell’ambito dell’emergenza sanitaria anche dal punto di vista tecnologico.

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Durante le prime giornate di servizio, a fine marzo, il drone modenese ha ‘scortato’ le pattuglie della Polizia locale in auto e in moto sorvolando la zona nord nell’area di via del Mercato, oltre che il parco Enzo Ferrari e il parco della Resistenza, ma è stato nel weekend appena trascorso che si è rivelato decisivo. Domenica infatti, grazie al velivolo telecomandato, gli agenti della Polizia municipale hanno controllato che nessuno davvero accedesse ai parchi cittadini, che restano chiusi: dall’alto i principali polmoni verdi della città, dal parco della Resistenza a quelli della Repubblica e Amendola, risultavano in effetti deserti (diverse persone invece, complici il clima e il weekend di festa, tendevano a intrattenersi nel parco Londrina, tanto che alla fine i vigili sono dovuti intervenire con gli altoparlanti, anche diffondendo messaggi in diverse lingue).

I controlli con il drone si sono poi estesi anche alle piste ciclabili e in particolare a quelle lungo gli assi Villanova-Sant’anna e Gherbella-Tiepido: proprio lungo il percorso Tiepido, nel giorno di Pasqua, è stata fermata e sanzionata una donna in bicicletta che diceva di essere andata da San Damaso a via Zamenhof, in città, sul posto di lavoro, per assicurarsi di ‘non aver ricevuto una visita dei ladri in ufficio’, non meglio specificata.

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Durante una pausa dei controlli, facendo ‘riposare’ il velivolo e il suo pilota nell’area del parco Amendola, spiega parlando con la ‘Dire’ l’ispettore Barbara Trovato: “Il drone è molto efficace proprio per monitorare quelle aree aperte difficilmente raggiungibili come parchi piste ciclabili o comunque zone non raggiungibili dalle pattuglie in auto. Il controllo del territorio viene programmato insieme a Prefettura e Questura: per eseguirlo, oltre che di quello del pilota abilitato ci avvaliamo del supporto di una pattuglia con moto in modo da intervenire, su segnalazione dello stesso pilota o dell’ufficiale coordinatore del servizio”.

La Polizia locale di Modena usa il drone, dal 2019, anche per servizi congiunti con altre forze di Polizia, e lo userà anche dopo la fase coronavirus: “In ogni caso, sempre nell’ambito di operazioni di sicurezza urbana. In futuro, pensiamo di usarlo anche per la ricerca di persone scomparse o per altre attività di Protezione civile”, continua l’ispettore modenese. Prima dell’emergenza legata al coronavirus, la Polizia locale di Modena aveva schierato il drone in servizi di contrasto al degrado urbano, a vario titolo, e controlli di casolari abbandonati, aree e parchi.

Nel weekend di Pasqua, la Municipale di Modena anche grazie al drone ha controllato almeno 186 persone (in totale si viaggia intorno a un range di 2.000 controlli finora in merito all’emergenza) per verificare il rispetto delle misure anti-Covid ma sono state comunque tante le segnalazioni dei cittadini, sugli assembramenti, giunte al comando. Tutte le segnalazioni sono state verificate, in un qualche modo, anche se spesso non sono sfociate in multe, a volte pure perché i presunti trasgressori di turno se ne erano già andati.

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16 Aprile 2020
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