Patto Salvini-Toti: il pesto all’aglio contro Berlusconi

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di Stampa Dire, per DireOggi
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ROMA – È stato già battezzato il patto del pesto. Oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, è corso dal suo amico Giovanni Toti, presidente della Liguria, ormai sulla porta di Forza Italia. Appuntamento alla Camera dei Deputati, per il via della campagna nazionale per far riconoscere il “pesto ligure col mortaio” patrimonio Unesco. Sicuramente indigesto per Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che solo alla parola aglio si sente male.

Appuntamento molto partecipato quello di oggi, tutti ad assaggiare, foto a raffica di Salvini col mortaio che pesta e… si macchia la candida camicia di un bel verde Lega. Sorrisi, abbracci ed anche un faccia a faccia tra Toti e Salvini fuori da Montecitorio.

Anche per il governatore, in rotta di collisione con Berlusconi e Forza Italia, le prossime elezioni europee sono un segnale importante per procedere più o meno rapidamente al distacco con la navicella madre. Perché Toti considera ormai finita l’esperienza di Forza Italia, non più spendibile e trainante la figura di Silvio Berlusconi e vuole procedere quanto prima alla costruzione di un’alleanza o, meglio, confluenza nella Lega.

Si aspettano i risultati delle Europee. Se Forza Italia uscirà con le ossa rotte, allora Toti spingerà sull’acceleratore chiamando a raccolta tutti i parlamentari azzurri che, avendo capito che papà Silvio non tira più, decideranno di unirsi a Salvini per continuare a tenersi il posto in Parlamento.

E se invece a Silvio riuscisse il colpaccio di nuovo? Allora ci si adatterà alle trofie al pesto senz’aglio, patrimonio della poltrona.

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