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Israele, detenuti palestinesi sospendono lo sciopero della fame: annunciata rimozione dei “dispositivi cancerogeni”

"Non è ancora finita" si legge nella nota. "La fase più difficile è l'attuazione di ciò che è stato concordato"
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ROMA – Centinaia di palestinesi detenuti nelle prigioni isrealiane hanno sospeso lo sciopero della fame che avevano cominciato l’8 aprile, dopo che le autorità carcerarie hanno accolto le loro richieste.

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Sono circa 400 secondo il sito di notizie ‘Middle East Monitor, i prigionieri che hanno partecipato al digiuno contro le condizioni di vita all’interno delle strutture detentive. Per oggi, se non avessero ottenuto risultati, avevano programmato di intensificare la loro protesta, smettendo anche di bere oltre che di mangiare.

Secondo una dichiarazione riportata dal sito di notizie ‘ElHadf’, vicino al movimento, quest’ultimo ha annunciato “un accordo con le autorità carcerarie, con il quale si ottiene la rimozione dei dispositivi cancerogeni”.

Il riferimento è ai disturbatori delle radiofrequenze, la cui installazione nelle carceri era stata denunciata da più parti perché, oltre alle controindicazioni di lungo termine, aveva causato ai detenuti forti emicranie.

Inoltre, per la prima volta, ai promotori della protesta sarebbe stata accordata la collocazione di telefoni pubblici in tutti i reparti dove sono presenti prigionieri palestinesi.

“Non è ancora finita” si legge nella nota. “La fase più difficile è l’attuazione di ciò che è stato concordato”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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