ROMA – Mentre soffiano sempre più forti i venti di guerra nel mondo, in Italia arriva una proposta di legge per istituzionalizzare e finanziare il lavoro dei corpi civili di pace e di tutte le iniziative che garantiscano la difesa nazionale senza armi né personale militare. “Tutti devono contribuire alla pace, non solo le Forze armate in modo esclusivo: l’art. 11 della Costituzione sancisce il ripudio della guerra mentre l’art. 52 affida infatti a tutti i cittadini la difesa della patria. Vogliamo valorizzare tutti gli strumenti non militari e nonviolenti già presenti nel nostro ordinamento, tramite la proposta di legge che stamani abbiamo presentato in Corte di Cassazione”, spiega Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento, tra i promotori – insieme a Conferenza nazionale enti di servizio civile, Rete italiana pace disarmo e campagna Sbilanciamoci! -, della proposta di legge di iniziativa popolare per la creazione di un Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta.
In conferenza stampa a Roma, Valpiana aggiunge: “Domani la proposta sarà presentata in Gazzetta ufficiale, dopodiché avremo sei mesi per raccogliere le 50mila firme tramite il portale online della presidenza del Consiglio necessarie per avviare l’iter legislativo al Senato” e quindi “avviare un dibattito serio sul senso della Difesa della Patria”, soprattutto ora che torna nel confronto istituzionale, osserva ancora Valpiana, l’idea di reintrodurre il servizio di leva, sospeso – ma non abolito – nel 2005.
Rossano Salvatore, vicepresidente della Conferenza nazionale enti di servizio civile, osserva: “Dalla guerra in Ucraina notiamo che sempre più giovani si stanno mobilitando per l’anti-militarismo e la difesa non armata: ci aspettiamo quindi che tanti giovani sosterranno la nostra campagna di raccolta firme. Dal 1972″, anno in cui è stato istituito il servizio civile in alternativa al servizio di leva, “circa 2 milioni di giovani hanno svolto il servizio civile in Italia”.
Giulio Marcon, di Sbilanciamoci!, evidenzia: “Viviamo tempi drammatici in cui rischiamo una terza guerra mondiale e la nostra iniziativa sembra andare in controtendenza”, tuttavia “già nell’Agenda per la Pace del 1992 l’allora segretario generale Onu Boutros Ghali propose di inserire i corpi non violenti accanto alle missioni Onu”, a cui si aggiunge anche l’iniziativa “dei corpi civili di pace italiani” oppure l’idea del “servizio civile europeo”. Per Macron, “L’adagio ‘si vis pace para bellum’ – se vuoi la pace, prepara la guerra – rilanciato dal governo Meloni dispiace perché quando sono state messe in campo azioni di dialogo vero, la guerra è stata scongiurata. Non è utopia, ma realismo, per garantire un futuro sostenibile alle future generazioni“.
Al momento la legge non gode di sostegno particolare da parte dei partiti, come chiarisce Francesco Vignarca, della Rete italiana pace disarmo: “Questa proposta vuole essere di iniziativa popolare. Se i partiti vorranno sostenerla, ben venga”.
I cinque articoli della legge prevedono, tra le altre cose, il riconoscimento della difesa civile non armata e nonviolenta come come comparto del sistema di difesa nazionale tramite la creazione di un Dipartimento ad hoc, che agirebbe in accordo con realtà competenti come la Protezione civile, i Vigili del fuoco e le strutture del Servizio civile universale. Poi, propone la nascita di un Consiglio nazionale della difesa non armata e non violenta con possibilità di raccordo col Consiglio supremo di difesa. Altra novità, l’istituzione di un fondo per la Difesa non armata e nonviolenta, che annualmente verrebbe integrato dalla quota del 6xmille dell’Irpef per libera scelta dei cittadini.




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