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Ucraina, Di Maio: “Sostenere la difesa di Kiev favorisce il negoziato”

Il rafforzamento del sostegno dell'Italia all’Ucraina prosegue "non solo in ambito umanitario e finanziario, ma anche per la sua resilienza e difesa"

di maio

ROMA – “Aiutare chi deve difendersi da attacchi indiscriminati non solo è un obbligo morale ma permette di intavolare un negoziato meno squilibrato tra le parti“. Lo ha detto il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, rendendo alla Camera un’informativa d’urgenza sulla situazione in Ucraina, teatro di una guerra dal 24 febbraio scorso.

Nel corso del suo intervento, il capo della Farnesina ha assicurato che il rafforzamento del sostegno dell’Italia all’Ucraina prosegue “non solo in ambito umanitario e finanziario, ma anche per la sua resilienza e difesa. L’Italia- ha detto Di Maio- sta facendo il possibile. I due decreti legge del 25 e 28 febbraio, ora all’esame di quest’aula per la conversione”, oltre ad “autorizzare la cessione alle autorità ucraine di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, prendono prime misure per l’afflusso di profughi e per sostenere studenti, ricercatori e docenti ucraini in Italia, così come pongono le prime basi per far fronte a possibili carenze nella fornitura di gas”.

OK CAMERA A ODG PER INCREMENTO SPESE MILITARI FINO AL 2%

“Incrementare le spese per la Difesa verso il traguardo del 2% del Pil. L’approvazione del nostro odg al decreto Ucraina, a mia prima firma, che impegna il governo in questa direzione, obiettivo peraltro già sostenuto a più riprese dal Presidente Draghi e dal recente Consiglio europeo svoltosi a Versailles, è un risultato storico. Altrettanto rilevante il fatto che l’odg sia stato sottoscritto da tutti i partiti politici ad esclusione dell’estrema sinistra. Dobbiamo tutelare gli interessi nazionali sia sul piano della sicurezza che su quello energetico. Un primo, significativo passo sarebbe l’aumento già nell’anno in corso delle risorse destinate al Fondo per le esigenze di difesa nazionale recante il Codice dell’ordinamento militare”. Lo dichiara il deputato Roberto Paolo Ferrari, responsabile dipartimento Difesa della Lega e capogruppo in commissione Difesa alla Camera. L’ordine del giorno, con parare favorevole del governo, è stato approvato dall’aula della Camera con 391 si’, 19 no e 7 astenuti.

Il testo impegna il governo “ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento del Pil, dando concretezza a quanto affermato alla Camera dal Presidente del Consiglio il 1° marzo scorso e predisponendo un sentiero di aumento stabile nel tempo, che garantisca al Paese una capacità di deterrenza e protezione, a tutela degli interessi nazionali, anche dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti energetici; ad assicurare che la ripartizione delle risorse sia allocata secondo i criteri della delega di cui alla legge n. 244 del 2012; nell’immediato, ad incrementare alla prima occasione utile il Fondo per le esigenze di difesa nazionale, di cui all’articolo 615 del decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010, recante il Codice dell’ordinamento militare”.

DI MAIO: “SOSTENIAMO MISSIONE OSCE SU VIOLAZIONI DEI DIRITTI

 L’Italia si è unita “all’attivazione del Meccanismo Osce sulla Dimensione umana, attraverso il quale è stato dato mandato a una missione di esperti indipendenti di raccogliere informazioni e prove su violazioni e abusi commessi nell’ambito delle operazioni belliche, ha proseguito il ministro.

Di Maio ha informato che “anche il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite, dopo aver dedicato alla situazione un dibattito urgente, ha adottato una risoluzione presentata dall’Ucraina che condanna l’invasione russa e prevede l’istituzione di una Commissione Internazionale di inchiesta sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario perpetrate nel Paese“. La risoluzione, ha concluso il capo della Diplomazia, “è co-sponsorizzata dall’Italia ed è stata adottata con una maggioranza ampia, di 32 voti favorevoli”. 

DI MAIO: “CONDANNIAMO USO BOMBE A GRAPPOLO DA PARTE DELLA RUSSA”

“Le Nazioni Unite hanno ricevuto rapporti attendibili sull’uso di munizioni a grappolo da parte delle forze russe, anche nelle aree popolate. Condanniamo fermamente l’uso di queste armi odiose, bandite a livello internazionale: colpiscono indiscriminatamente anche la popolazione civile”, ha dichiarato il capo della Farnesina.

Di Maio ha assicurato che il governo “condanna anche ogni violazione di obblighi internazionali in materia di sicurezza nucleare“. In caso di incidenti, ha avvertito il ministro, “le conseguenze sulla popolazione e l’ambiente sarebbero devastanti e per questo continuiamo a seguire coi partner e l’Agenzia per l’energia atomica” al fine di “implementare specifiche misure”.

DI MAIO: “DOMANI INCONTRO G7 E LUNEDÌ MINISTRI ESTERI UE

“Anche in ambito G7 non abbiamo fatto mancare il nostro convinto sostegno all’Ucraina con la pubblicazione di una dichiarazione dei ministri degli Affari esteri al termine dell’incontro Ministeriale a Bruxelles del 4 marzo, seguita da quella dell’11 marzo. Incontrerò nuovamente domani, in formato virtuale, i miei omologhi del G7, per discutere degli ultimi sviluppi. Lunedì prossimo ci riuniremo nuovamente con tutti i ministri degli esteri dell’Unione europea per continuare a coordinare le nostre posizioni. Sempre per la settimana prossima, è atteso un vertice Nato alla presenza del Presidente Biden“, ha dichiarato il ministro degli Esteri.

Di Maio ha evidenziato che la Farnesina “partecipa quasi quotidianamente alle consultazioni con i nostri principali partner nel formato Quint e G7”. Assicurando che la Nato ha “adottato decisioni tempestive, adeguate ed equilibrate” volte a “esercitare deterrenza nei confronti di Mosca e a garantire la sicurezza dei Paesi dell’Alleanza”, Di Maio si è detto certo che sono state scongiurate “conseguenze devastanti”. Per il ministro “il punto di forza più importante dell’Alleanza è la grande compattezza politica e chi sperava di dividerci è rimasto deluso”. La Nato, ha tenuto a ribadire il ministro, “non è parte del conflitto e non cerca lo scontro militare con la Russia. L’Italia ha più volte ribadito la posizione, espressa anche dal segretario generale Stoltenberg, circa l’impossibilità per la Nato di istituire una no-fly zone sui cieli ucraini”.

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2022-03-17T10:37:23+02:00