Per l’Italia una prima ‘cura’ da 25 miliardi

L'editoriale di Nico Perrone per DireOggi
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ROMA – Ore e ore di discussione, anche accese. D’altra parte non è stato facile mettere a punto una vera e propria ‘finanziaria’ in pochissimo tempo. Alla fine il Consiglio dei ministri ha deciso e oggi ha presentato il decreto ‘cura Italia’. Dentro ci sono i primi 25 miliardi di euro per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica da coronavirus. Molti miliardi al potenziamento delle strutture sanitarie, 10 per sostenere le imprese e i lavoratori, gli altri a favore delle famiglie. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si è detto orgoglioso di come stanno reagendo il Paese e i cittadini italiani, ha pure chiarito che questo provvedimento non sarà il solo, che il Governo è già al lavoro per mettersi avanti con le altre misure che saranno necessarie.

Come detto non è stata una decisione facile. Soprattutto da parte di Italia Viva di Matteo Renzi sono state avanzate critiche perché, a loro parere, non ci sono misure adeguate a favore dei lavoratori autonomi. Una presa di posizione, questa di Renzi, che ha suscitato reazioni critiche delle altre forze politiche della maggioranza.

Per quanto riguarda l’emergenza coronavirus, il presidente della Lombardia, Attilio Fontana della Lega, ai giornalisti ha detto che il suo progetto di creare un mega ospedale nei padiglioni della Fiera di Milano va avanti e che il suo consigliere Bertolaso è già all’opera.

Dal versante Veneto, il suo collega Luca Zaia, anche lui della Lega, si è detto pronto a fare tamponi a tutti i veneti e, testualmente, ha risposto con un «chissenefrega» a quanti contestano la sua decisione. Non solo, sempre Zaia ha detto chiaro e tondo che è pronto a dichiarare il coprifuoco, che tradotto significa divieto di uscita per tutti e chiusura totale a partire da una data ora.

Sul versante dei numeri relativi al contagio si aspetta di vedere quelli che alla 18 verranno diffusi dalla Protezione civile. Se il numero dei contagi di oggi saranno sotto i 4 mila totali questo significherà che i modelli utilizzati funzionano e che siamo vicini al picco, che qualcuno si aspetta attorno al 20 marzo. Se così fosse la curva piegherà verso il basso ma questo non significa che l’emergenza sarà finita.

Al Sud, intanto, cresce la paura per un possibile aumento dei contagiati a seguito della fuga di decine e decine di migliaia di cittadini rientrati dal Nord. In Europa oggi sarà giornata di incontri al massimo livello, per mettere a punto una strategia comune, soprattutto per frenare il tracollo delle Borse, oggi Wall Street è stata sospesa per eccesso di ribasso, e dell’economia. In azione la Bce, che sta pompando miliardi e miliardi nel sistema finanziario.

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16 Marzo 2020
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