Fca sospende produzione europea, Ducati chiude fino al 25 marzo

Fca sospende le attività in Italia, Polonia e Serbia: "Ci organizzeremo per coprire anche la produzione di questo periodo". La Ducati si ferma: in pochi lavoreranno da casa
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ROMA – Anche le industrie cominciano a fermarsi per il Covid-19. In Emilia- Romagna la Ducati sospende le attività fino al 25 marzo, lo ha comunicato ai suoi dipendenti ieri sera: chi doveva iniziare alle 22, non è entrato in turno. Fca, invece, ha deciso di fermare la produzione in tutta Europa a partire dal 27 marzo.

DUCATI CHIUDE FINO AL 25 MARZO, ‘RIPARTIREMO PIÙ FORTI’

Dopo aver provato ad organizzarsi per ridurre al massimo la presenza di personale in azienda, anche Ducati sospende la produzione fino al 25 marzo. Lo ha comunicato ieri sera l’azienda in un mail destinata ai dipendenti.

I primi a fermarsi sono stati i dipendenti dell’area delle lavorazioni meccaniche che avrebbero dovuto entrare in turno alle 22 di ieri sera. “Tutti i nostri sforzi di queste settimane si sono concentrati per proteggere i dipendenti di Ducati dal contagio Covid-19. Vogliamo quindi continuare a farlo dando seguito al protocollo sulla sicurezza dei lavoratori siglato dalle parti sociali il 14 marzo. Inoltre, non sono da trascurare le criticità di alcune nostre filiere legate a trasporti e dogane”, spiegano dal quartier generale di Borgo Panigale. Dunque, da ieri la chiusura è estesa a tutte le aree aziendali. “Solo coloro i quali saranno chiamati da parte del proprio responsabile, saranno autorizzati al lavoro da casa e solo quando non è possibile in sede. Ci fermiamo oggi per ripartire più forti di prima”, conclude Ducati.

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FCA FINO AL 27 MARZO FERMA PRODUZIONE STABILIMENTI EUROPA

Fiat Chrysler Automobiles ha annunciato che le sue controllate Fca Italy e Maserati sospenderanno temporaneamente la produzione nella maggior parte dei loro stabilimenti produttivi in Europa. “La sospensione temporanea, che sarà in vigore fino al 27 marzo- spiega una nota- rientra nell’implementazione di un’ampia serie di azioni in risposta all’emergenza Covid-19 e consente al Gruppo di rispondere efficacemente all’interruzione della domanda del mercato garantendo l’ottimizzazione della fornitura. In particolare, la sospensione della produzione viene attuata in modo tale da consentire al Gruppo di riavviare la produzione tempestivamente quando le condizioni del mercato lo consentiranno“.

Il piano di produzione aggiornato prevede la chiusura temporanea dei seguenti stabilimenti per il mese di marzo: – Italia: Melfi, G. Vico (Pomigliano), Cassino, Carrozzerie Mirafiori, Grugliasco e Modena; – Serbia: Kragujevac; – Polonia: Tychy.

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“Come precedentemente comunicato- continua la nota- Fca ha deciso di propria iniziativa di apportare modifiche ai processi di produzione in diversi impianti, tra cui l’aumento della distanza tra i dipendenti nelle stazioni di lavoro. Fca ha aumentato gli interventi di pulizia e igienizzazione in tutte le strutture, oltre ad aver apportato ulteriori migliorie a tutela della sicurezza dei dipendenti. Sono stati applicati rigorosi controlli e misure di sicurezza nelle mense e all’accesso di visitatori esterni a tutti i siti del Gruppo. Negli uffici, la società ha accelerato la diffusione del lavoro in remoto (‘smart working’), un’opzione ora ampiamente disponibile per i dipendenti in tutto il mondo. Il Gruppo utilizzerà queste sospensioni produttive per attuare revisioni dei processi di produzione e controllo qualità a beneficio dei propri clienti e della produttività complessiva”.

“Il Gruppo- conclude il comunicato- sta lavorando con i propri fornitori e partner affinché, nonostante la sospensione produttiva, gli stabilimenti possano raggiungere i livelli di produzione totali precedentemente pianificati nel momento in cui riprenderà la domanda da parte del mercato”.

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FIOM: “ACCOLTE LE RICHIESTE DEI LAVORATORI”

“Fca ha accolto la proposta della Fiom insieme alle altre organizzazioni sindacali, sulla base delle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, e nel rispetto del Protocollo ha deciso di chiudere gli stabilimenti di Melfi, Pomigliano, Cassino, le carrozzerie di Mirafiori, Grugliasco e Modena”. Lo dichiarano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, osservando che la Fiom “valuta positivamente la decisione di Fca di aver tenuto un confronto costante con le organizzazioni sindacali, che chiediamo continui anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni, affinchè anche negli stabilimenti ad oggi non interessati dalla chiusura siano realizzate tutte le misure necessarie, con riduzione dei volumi e fermate produttive, oltre alle sanificazioni, il metro di distanza e le misure di protezione individuale necessarie a tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”. La Fiom ritiene “necessario, anche in osservanza del Protocollo, realizzare delle intese stabilimento per stabilimento per l’utilizzo della cassa integrazione speciale di cui siamo ancora in attesa del provvedimento da parte del Governo” e valuta la decisione di Fca di fermare temporaneamente gli stabilimenti “necessaria a permettere la ripartenza una volta che sarà cessata l’emergenza Coronavirus con l’obiettivo di salvaguardare il lavoro e il salario delle lavoratrici e dei lavoratori”. Infine per la Fiom è “indispensabile che anche nelle aziende dell’indotto e della componentistica si raggiungano rapidamente intese utili a tutelare le lavoratrici e i lavoratori attraverso le misure previste dal Protocollo, fino alle fermate, da concordare con accordi di cassa integrazione. Le lavoratrici e i lavoratori stanno contrattando come affrontare l’emergenza Coronavirus e l’emergenza economica che si sta determinando, ma ad oggi l’assenza delle misure governative necessarie sia sul piano sanitario che sul piano economico nelle imprese è una urgenza su cui chiediamo l’intervento immediato del Governo. Nei prossimi giorni continuerà il confronto con Fca e le organizzazioni sindacali”.

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16 Marzo 2020
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