Medicina in Emilia-Romagna diventa zona rossa, Bonaccini: “La scelta più sofferta”

Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina "registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BOLOGNA – Medicina diventa zona rossa e il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini parla di “uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione”. Ma le “informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta”, sottolinea il governatore.

LEGGI ANCHE: Nella Codogno bolognese tutto chiuso e non si passa

Di fatto dalla mezzanotte non è più possibile uscire dal capoluogo Medicina e dalla frazione di Ganzanigo, nel comune bolognese dove ormai da giorni si registra una crescita anomala del contagio da Coronavirus. La misura straordinaria che sarà in vigore fino al prossimo 3 aprile, come prevede l’ordinanza firmata da Bonaccini nella serata di ieri d’accordo con il Governo e il Prefetto di Bologna, il sindaco della Città Metropolitana di Bologna Virginio Merola e d’intesa con il sindaco del Comune di Medicina.

 

D’ora in poi a Medicina possono entrare i soli residenti ancora fuori dall’area circoscritta e chi lavora nei servizi pubblici e privati essenziali. Si tratta di alcuni servizi comunali e di quelli assistenziali e residenziali per le persone non autosufficienti, di farmacie e alimentari. Al di fuori di questi, tutte le attività commerciali, produttive e di servizio di Medicina e Ganzanigo sono chiuse.

A suggerire la decisione, come chiarisce la stessa Regione, sono stati i numeri inviati in Regione dal direttore generale dell’azienda Usl di Imola e dall’ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Bologna in una comunicazione di soli due giorni fa. Nel territorio del comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo erano presenti 54 casi accertati di coronavirus, otto decessi, 22 ricoveri ospedalieri (cinque dei quali in terapia intensiva in condizioni critiche) e 24 casi in isolamento fiduciario domiciliare, oltre a 102 soggetti posti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati.

Nella nota, si sottolinea poi come il fenotipo di malattia riscontrato nei pazienti sia contraddistinto “oltre che da una grave e rapida progressione, anche da un’elevata diffusibilità correlata all’alto burden microbico”. Si aggiunge il rischio di rapida diffusione del covid 19 nel contesto dell’area del comune di Medicina, della conseguente estensione alle aree limitrofe e, potenzialmente, all’intera area metropolitana bolognese, ad alta densità di popolazione. Di qui la scelta drastica della zona rossa. “E’ infatti doveroso- afferma Bonaccini- fermare in tutti i modi l’ulteriore diffusione del virus, che già così duramente sta colpendo anche l’Emilia-Romagna”. Da diversi giorni il numero dei contagi e dei decessi a Medicina “registra una crescita tale da richiedere un intervento drastico per arginare il contagio, a tutela dei residenti dello stesso Comune e di un’area vasta come quella metropolitana di Bologna. Pur col cuore pesante, ritengo di aver agito per il bene comune, col supporto delle indicazioni mediche e scientifiche necessarie, dopo aver riunito l’unità di crisi regionale. Siamo al fianco del sindaco Matteo Montanari e di tutti i cittadini di Medicina- chiude il presidente della Regione- e da oggi lo saremo ancora di più, non facendo mancare loro nulla. Ma soprattutto facendogli capire chiaramente una cosa: non siete soli, la vostra battaglia è la nostra e ne usciremo insieme”, conclude Bonaccini.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

16 Marzo 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»