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Versace dice ‘basta’ alle pellicce, Donatella: “Non voglio uccidere animali per fare moda”

Lo stop alle pellicce rientra in un approccio all'insegna della sostenibilità, per un approccio "più consapevole e attento all’ambiente"
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BOLOGNA – Anche Versace sceglie di dire ‘basta’ alle pellicce. Dal 2019 non includerà pellicce nelle sue produzioni. In una nota firmata dal Ceo Jonathan Akeroyd, il noto marchio di moda annuncia la sua decisione accompagnata da un virgolettato di Donatella Versace, direttore artistico: “Pellicce? Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda”.

La decisione, spiega l’azienda, fa parte di un più ampio programma di innovazione sostenibile e proprio la sostenibilità sarà al centro percorso futuro del marchio. E in questa direzione vanno l’apertura della nuova boutique ‘green’ di Londra (ha la certificazione Leed) e quelle che arriveranno a breve a Miami e Monaco.

Versace, si legge nella nota, è “un marchio dinamico” che  “guarda al futuro in termini di company responsibility nei confronti delle persone e del pianeta“.

Il primo risultato di questo processo è stato  appunto l’apertura della boutique in Sloane Street a Londra,  la prima ad avere la certificazione Leed. Nei prossimi mesi arriveranno altre botteghe ‘gemelle’ a Miami e Monaco.

La sostenibilità, spiega ancora l’azienda, è l’obiettivo primario per il futuro: Versace monitora costantemente tutti gli aspetti del suo modello di business per soddisfare i clienti in modo innovativo e responsabile. Ciò include prestare attenzione alla provenienza e alle condizioni di produzione di tutti i suoi prodotti, per assicurare la conformità ai più alti standard.

I prodotti in pelliccia rappresentano solo una parte minoritaria dell’offerta di Versace. Questa decisione è un tassello di un più ampio programma di innovazione sostenibile per Versace, che include non solo un forte impegno a collaborare con tutta la nostra filiera, ma anche un profondo cambiamento culturale del quale beneficeranno tutti i dipendenti”.

“Versace è orgogliosa di intraprendere questa iniziativa etica, nella speranza di promuovere l’innovazione e una maggiore sensibilizzazione”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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