Parte ‘Restauro-Musei’, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro tra i protagonisti

Intervista alla direttrice della Scuola di Alta formazione dell'Iscr, Donatella Cavezzali
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ROMA – Dalle nuove tecnologie per la tutela del patrimonio alle nuove forme di fruizione, dal recupero dei beni colpiti dal terremoto alla rivoluzione del sistema museale italiano.

Torna ‘Restauro-Musei’, la XXIV edizione del Salone dell’economia, della conservazione, delle tecnologie e della valorizzazione dei Beni culturali e ambientali, in programma dal 22 al 24 marzo nel quartiere fieristico di Ferrara.

Un appuntamento a cui il ministero dei Beni culturali porterà le sue eccellenze, a partire dai 30 Musei resi autonomi dalla riforma, i 17 Poli museali regionali e i suoi Istituti centrali. Nei 600 metri quadrati del Padiglione istituzionale, anche i restauri realizzati nel corso dell’ultimo anno e gli interventi per il terremoto che ha colpito il Centro-Italia. Tra i protagonisti del Salone, l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) che porterà a Ferrara le nuove frontiere del restauro e delle sue metodologie, il ruolo della formazione e gli interventi più significativi portati avanti dal San Michele.

A raccontare i dettagli, la direttrice della Scuola di Alta formazione dell’Iscr, Donatella Cavezzali, intervistata dall’agenzia DIRE:

– L’Istituto anche quest’anno sarà tra i protagonisti del Salone del restauro. Quali saranno i vostri focus?

“L’Iscr quest’anno partecipa con tre importanti convegni focalizzati sui nostri temi fondativi, tra cui la formazione e soprattutto la promozione dei nostri giovani laureati. Presenteremo, insieme all’Opificio delle Pietre dure, le venti nostre migliori tesi, in modo tale che siano gli stessi giovani a parlare e a farsi protagonisti di questa eccellenza realizzata attraverso le loro mani e il loro impegno. Teniamo particolarmente alla promozione dei nostri laureati e al loro inserimento nel mondo del lavoro. Di questo fanno parte anche i tirocini formativi che abbiamo voluto promuovere con la direttrice dell’Iscr, Gisella Capponi, sulle attività dei nostri laureati nelle aree recentemente colpite dal terremoto con delle borse di studio e tirocinio che consentiranno ai nostri giovani laureati di impegnarsi direttamente sul campo”.

– A Ferrara l’Iscr proporrà anche un approfondimento su alcune tecniche di restauro.

“Un altro tema sarà legato alla teoria e pratica della ricomposizione dei frammenti. Le calamità naturali, così come le guerre, ci restituiscono spesso opere d’arte in pezzi, in frammenti. È importante per noi in questo momento aprire una riflessione di carattere teorico e filosofico su quale possa essere il senso oggi di ricomporre dei frammenti, intesi in senso molto vasto: dall’affresco al monumento, fino al sarcofago fittile. È un tema che coinvolge non solo le alte tecnologie, compresa la realtà virtuale, ma sicuramente anche la filosofia che deve supportare le nostre azioni a ogni passo. Come Istituto fondato da Cesare Brandi, ci sentiamo di poter inaugurare questa riflessione e, in un ampio spettro, speriamo di poterla sviluppare nei prossimi anni insieme a molti altri protagonisti”.

– Quali casi di studio porterete al Salone?

“Porteremo il restauro dei busti di Palmira, che sono arrivati all’Iscr proprio per poter essere ricomposti. E poi, anche le nuove tecnologie applicate alla ricomposizione di un affresco importantissimo della chiesa di Tuscania, che dal terremoto del 1971 rimane ancora completamente non ricomposto e ora le nuove tecnologie ci consentono di fare nuove ipotesi di ricostruzione. E ancora, a Ferrara ci sarà anche l’esempio di collaborazione che portiamo avanti con il Comune di Bologna, l’Università di Bologna e il Cnr di Pisa per l’importante intervento di restauro della Fontana del Nettuno, condotto insieme agli studenti della Scuola di Alta formazione di Roma e dell’Università di Bologna”.

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