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Un anno senza eventi: martedì gli operatori culturali bolognesi tornano in piazza

operatori culturali manifestazione bologna
Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil annunciano una manifestazione per alzare i riflettori sul rischio che una sospensione così prolungata possa determinare chiusure definitive di teatri e cinema
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BOLOGNA – Era il 23 febbraio 2020 quando il settore della cultura venne ‘chiuso’ a causa della diffusione del coronavirus. Oggi, quando manca solo una settimana all”anniversario’, le sigle Fistel-Cisl, Slc-Cgil e Uilcom-Uil insieme ai lavoratori del settore, annunciano una manifestazione per alzare i riflettori sul rischio che una sospensione così prolungata possa determinare chiusure definitive di teatri e cinema con la conseguente perdita di posti di lavoro e di molte professionalità che operano nei vari comparti dello spettacolo. L’appuntamento a Bologna è martedì dalle 10.30 in piazza Pier Paolo Pasolini, dove prima del presidio ci sarà una conferenza stampa.

Le richieste del settore sono ormai note: “Garantire gli ammortizzatori di emergenza con sostegni adeguati e certi che diano copertura a tutti i lavoratori e per tutta questa fase” e “programmare riaperture in sicurezza”. Anche perché “teatri e cinema sono e possono essere sempre più luoghi sicuri anche con la realizzazione di protocolli ove non presenti”. Ancora, sindacati e lavoratori chiederanno di “salvaguardare i livelli di produzione e occupazione per contrastare il rischio di desertificazione post Covid che comporterebbe la perdita del patrimonio di competenze e professionalità”. I “pochi aiuti arrivati, oltre ad essere irrisori per molte e molti, ora sono bloccati, un decreto ristori nel limbo tra Conte e Draghi, mentre i locali chiudono, le compagnie teatrali si sciolgono e le maestranze sono costrette a trovare un lavoro al di fuori dal settore per vivere”, scrive il gruppo dei Professionisti dello spettacolo e cultura dell’Emilia-Romagna, annunciando la mobilitazione nazionale di martedì.

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