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Forza nuova a Bologna, il leader antagonista De Pieri: “In città c’è un problema Questura”

Lo storico leader del Tpo contesta la gestione dell'ordine pubblico in città da tre anni a questa parte
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BOLOGNA – “Propongo una piccola discussione cittadina: ma non è che abbiamo un problema in piazza Galileo? Oggi pomeriggio avremo una piazza militarizzata” in centro a Bologna, “mi dicono che verranno schierati addirittura gli idranti in piazza Galvani nel cuore della città, con 400 agenti in piazza Galvani diventa un forte d’arme” per il comizio elettorale di Roberto Fiore, leader di Forza nuova.

“DAVVERO TUTTI POSSONO PARLARE DOPO MACERATA E FIRENZE”?

E allora: “Vogliamo ancora considerare che tenga l’alibi del ‘tutti devono parlare’ dopo i fatti di Macerata e quelli di Firenze? Non possiamo porci il problema che forse questa gestione dell’ordine pubblico cittadino imposta da piazza Galileo da tre anni sia contraria alla sensibilità politica della nostra città?”.

E’ la domanda, che di fatto è un atto d’accusa alla Questura, che pone Gianmarco De Pieri, storico leader del centro sociale Tpo e ora co-presidente di Coalizione civica, parlando ai microfoni di Radio Città del Capo.

“TUTTI CONTRO I FASCISTI TRANNE IL QUESTORE”

“Com’è possibile che tutte le forze politiche fedeli alla Costituzione siano in piazza Nettuno, i movimenti sociali in piazza Maggiore e all’Archiginnasio e il questore, in dissonanza rispetto alla sensibilità della giunta, faccia quello che vuole in nome del fatto che tutti devono parlare?”. Un punto richiamato ieri dal prefetto di Bologna, Matteo Piantedosi: “A tutti sarà data la possibilità di esprimersi”.

“PER I NOSTRI CORTEI SEMPRE PRESCRIZIONI”

Ma per De Pieri c’è un “problema“. Che peraltro si vede anche da un altro punto di vista. Nella gestione dell’ordine pubblico collegato alle manifestazioni, “i due pesi e le due misure cominciano a venire fuori: perchè gli ultimi due grandi cortei” a Bologna, quello per Labas e quello di contestazione al G7 “hanno avuto gigantesche difficoltà ad attraversare il centro. A migliaia di cittadini che partecipano democraticamente vengono posti divieti, problemi e prescrizioni e qui invece si blocca una città per garantire a qualche decina di matti, matti fuori dalla storia nel senso tradizionale e costituzionale e dentro le contraddizioni razziste della quotidianità, di fare questo presidio? Forse- insiste De Pieri- c’è un problema in piazza Galileo“.


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