Legalizzazione Cannabis, Della Vedova: “Proposta di legge ferma al palo da 2 anni, va votata”

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Della Vedova esorta al voto: "Così saranno chiare le responsabilità politiche tra chi vuole legalizzare i derivati della cannabis e chi intende mantenere l'attuale regime proibizionista"
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Della Vedova

ROMA – La proposta di legge che legalizza la cannabis è “parcheggiata su un binario mortoda quasi due anni, una situazione “insostenibile in termini istituzionali”. E’ venuto il momento di iniziarne l’esame e passare al voto, “così le responsabilità politiche saranno chiare e distinte tra chi voterà a favore e chi contro, tra chi vuole la legalizzazione dei derivati della cannabis e chi intende invece mantenere l’attuale regime proibizionista“. E’ l’appello del coordinatore dell’intergruppo parlamentare sulla cannabis Benedetto Della Vedova, contenuto in una lettera indirizzata al presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti; al presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti; ai capigruppo Ettore Rosato (Pd), Arturo Scotto (Si-Sel), Andrea Cecconi (M5S). Ecco cosa scrive Della Vedova: “Cari presidenti, cari colleghi, il progetto di legge per la legalizzazione dei derivati della cannabis è pendente dalla fine di luglio del 2015 presso le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali della Camera dei deputati, dove è ritornato dopo la discussione generale in aula. In seguito alla fase, lunghissima, delle audizioni non è stato esaminato e discusso non dico un articolo, ma neppure un emendamento al testo. La sintesi è che quella che, con ogni probabilità, è la proposta di legge di iniziativa parlamentare con il maggior numero di sottoscrittori (221 deputati) è stata parcheggiata su di un binario morto. Io penso che questo sia discutibile in termini politici, ma insostenibile in termini istituzionali”.

Il sottosegretario agli Esteri prosegue: “Come coordinatore dell’intergruppo parlamentare che ha formulato la proposta oggi all’esame delle Camere, vi chiedo dunque un incontro per capire non se, ma come sia possibile sbloccare una situazione che sta diventando obiettivamente inaccettabile. Penso che questa responsabilità spetti, in modo diverso, tanto ai presidenti delle commissioni, quanto ai capigruppo dei partiti (Pd, M5S, Si-Sel) che annoverano nelle proprie fila la gran parte dei firmatari del progetto di legge. Non chiedo a voi, come deve essere evidente, un orientamento o un voto favorevole al provvedimento, ma che, a questo punto, si avvii l’esame, si capisca se vi è la possibilità di concordare eventuali modifiche e poi si passi al voto. Così le responsabilità politiche saranno chiare e distinte tra chi voterà a favore e chi contro, tra chi vuole la legalizzazione dei derivati della cannabis e chi intende invece mantenere l’attuale regime proibizionista. Cordiali saluti, sen. Benedetto Della Vedova”.

di Antonio Bravetti, giornalista professionista

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