Finanze, Celli: “Il Titano rischia shock liquidità a giugno”

SAN MARINO - Se non saranno messi in campo "cuscinetti
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SAN MARINO – Se non saranno messi in campo “cuscinetti emergenziali”, il Titano rischia uno shock di liquidità tra pochi mesi. Il segretario di Stato per le Finanze, Simone Celli, dalla sala Montelupo, nel corso del secondo appuntamento di “A porte Aperte“, non fa sconti alla folta platea di cittadini pronta ad ascoltare l’annunciata “operazione verità” sui conti pubblici. Mostrando le proiezioni sui flussi di cassa, svela il dato “molto preoccupante” degli appena 8,9 milioni di euro nel portafoglio dello Stato già a giugno 2017, a fronte dei 26 milioni certificati e disponibili lo scorso gennaio. Ma la pillola somministrata da Celli è ancora più amara: il dato degli 8,9 mln di euro deve essere depurata da 7,5 milioni di euro vincolati per mutui, “significa- aggiunge il segretario di Stato- che, senza interventi, a giugno rimarremo con poco più di un milione di liquidità“. Solo poco prima, era stato fornito il dato della spesa necessaria a coprire ogni mese gli stipendi del personale della Pa, 12,5 milioni di euro. Quindi, per evitare lo shock di liquidità dello Stato, garantire il funzionamento della macchina pubblica e l’erogazione dei servizi sanitari, “la ricostituzione delle riserve di liquidità nel brevissimo termine- sottolinea Celli- è priorità delle priorità per il governo, da affrontare con soluzioni di emergenza”.

In definitiva, il segretario già anticipa una linea da seguire: “Lo Stato dovrà attivare cuscinetti emergenziali– anticipa- ricorrendo anche a forme minimali di finanziamento esterno”. Altro dato significativo fornito ai cittadini è quello relativo al debito pubblico: Celli traccia l’evoluzione avuta dal 2012, quando si attestava sotto la soglia dei 100 milioni di euro, fino alle ultime proiezioni. Per il 2016 l’ammontare del debito pubblico si attesa sui 247 milioni di euro, suddiviso in debiti con le banche sammarinesi per 89 milioni, in titoli “zero coupon” per 88 milioni- ovvero le obbligazioni emesse per ricapitalizzare Cassa di Risparmio, titoli di debito pubblico per 50 milioni di euro, anticipazioni a breve termine dall’Aass per 15 milioni di euro e infine anche 4,8 milioni di euro di debito residuale per un finanziamento concesso al Titano negli anni ’90 dalla Cassa Depositi e Prestiti italiana. Se al debito pubblico è aggiunto il saldo negativo di 79 milioni di euro dei residui, i 247 milioni di debito, chiarisce Celli, salgono a 320 milioni. di euro.

Alla luce di tutto ciò, il responsabile di governo evidenzia il disequilibrio strutturale di bilancio: “Senza nuove entrate, oggi lo sbilanciamento ad ogni esercizio finanziario è di 20-25 milioni di euro– puntualizza- dato approvato anche nella finanziaria del dicembre scorso”. Certamente, aggiunge, il rapporto debito/pil, rispetto altri Paesi europei è incoraggiante: si attesta al 22%, “uno dei migliori in Europa”, chiosa, contro la maglia nera dell’Italia, ferma al 130%. Ma resta il problema dell’erosione delle riserve di bilancio, con cui si è coperto il disavanzo negli ultimi anni, per colpa delle “non scelte”. Per fare fronte a ciò, “obiettivo sarà- prosegue Celli- al netto di scelte straordinarie come le entrate una tantum, avere un bilancio che sta in piedi da solo”, con pareggio e magari un avanzo. “Noi lo vogliamo raggiungere nell’esercizio finanziario 2019- assicura- è un obiettivo raggiungibile”. In parallelo, un altro obiettivo da perseguire sarà “la graduale riduzione spesa corrente”, che si attesa al 90% di quella totale, per “liberare risorse utili alla crescita e allo sviluppo”. Celli ricorda che nel prossimo Consiglio, che si aprirà lunedì, ci sarà un riferimento del governo sui conti pubblici e nel successivo dibattito “emergeranno- anticipa- le prime linee di intervento”.

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