RECENSIONE | Richard Jewell, Clint Eastwood torna al cinema e attacca i poteri forti

Il film nelle sale dal 16 gennaio
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ROMA – Il premio Oscar Clint Eastwood torna al cinema per raccontare un pezzo di storia americana, attraverso quella vera di un uomo comune. Quella di Richard Jewell, una guardia di sicurezza, che durante le olimpiadi di Atlanta del 1996, in una piazza gremita di gente, trova un dispositivo dinamitardo e riesce così a salvare centinaia di vite, evitando che un attentato si trasformi in una strage. Eroe per un giorno, Jewell diventa però ben presto il principale sospettato dell’attentato da parte dell’FBI, finendo per essere diffamato dalla stampa e additato dall’opinione pubblica. Nei panni del protagonista un convincente Paul Hauser, al suo primo ruolo importante. Al suo fianco i premi Oscar Sam Rockwell (“Tre manifesti a Ebbing, Missouri”), che interpreta l’avvocato/amico di Jewell, e Kathy Bates (“Misery non deve morire”) nei panni della madre del protagonista. Il film arriverà nelle sale italiane il 16 gennaio.

RICHARD JEWELL, LA RECENSIONE

Come aveva fatto in ‘Sully’, storia vera il pilota-eroe interpretato da Tom Hanks capace di salvare centinaia di persone planando sull’Hudson, anche in questo caso, e forse di più, Eastwood punta il dito contro ‘i poteri forti’, capaci di distruggere la vita di una persona, basandosi su una falsa supposizione. A insospettire gli inquirenti non ci sono evidenze, ma il carattere fuori le righe delll’uomo, che sogna da sempre di entrare a far parte delle forze dell’ordine e ha un rispetto reverenziale per l’autorità, anche quando quest’ultima è pronta, ingiustamente, a distruggerlo.

Uomo bianco, sovrappeso, solo, di mezza età, che vive con la madre e sogna di essere ‘uno di loro’ (i giusti che ‘proteggono le persone’) Jewell è “il ritratto perfetto delll’attentatore solitario’”: così che viene descritto dalla giornalista arrivista e senza scrupoli, interpretata da Olivia Wilde, che, alla ricerca dello scoop a tutti i costi, non ci pensa due volte a sbattere in prima pagina le ipotesi, prive di fondamento, alla base delle indagini dell’FBI, facendo di quello di Jewell un caso mediatico. Inizia così una caccia alle streghe che lo porterà a lottare su due fronti, contro lo Stato e contro i media.

Attraverso un racconto a tratti ironico, ma debordante di verità, Eastwood ci restituisce l’estrema umanità di un uomo ingenuo, fanatico nel suo rispetto delle regole (e per questo un po’ inquietante nei suoi comportamenti), che vede crollare le sue certezze e si pone (e pone allo spettatore) un quesito importante: chi dopo di lui in una situazione d’emergenza si spenderà per il prossimo piuttosto che fuggire, rischiando di diventare il capo espiatorio di una società che si basa solo sull’apparenza? Con il suo ‘eroe-comune’ Eastwood spinge ancora una volta a riflettere, un motivo in più per vedere un film molto ben interpretato e diretto.

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16 Gennaio 2020
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