Dl semplificazione, la denuncia dei Verdi: “Sanatoria M5S-Lega, svendono le spiagge”

ROMA - “Arriva la sanatoria dei canoni di concessione sulle spiagge italiane, un colpo di spugna firmato dai senatori del
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ROMA – “Arriva la sanatoria dei canoni di concessione sulle spiagge italiane, un colpo di spugna firmato dai senatori del M5S e della Lega al decreto semplificazione.” Lo denuncia Angelo Bonelli dei Verdi.

“Gli emendamenti 3.0.58 e 3.0.59, che hanno come primi firmatari i senatori Marti, Augussori per la Lega e Croatti e Dessì per il M5S, prevedono oltre alla sospensione dei contenziosi amministrativi per il pagamento dei canoni di concessioni sul demanio marittimo anche il blocco delle procedure di decadenza e revoca delle concessioni per chi ha contenziosi per canoni non pagati. Ricordo che ad Ostia, il mare della Capitale, simbolo dell’illegalità nella gestione del demanio marittimo in virtù di questi emendamenti se approvati, molti stabilimenti torneranno nella disponibilità dei titolari della concessine come ad esempio la vicenda dello stabilimento Le Dune ad Ostia dell’Ing. Renato Papagni leader di un sindacato dei balneari.”

“Questi emendamenti- continua l’esponente dei Verdi- avranno un costo per le casse dello stato di quasi 100 milioni di euro all’anno e così oltre a pagare affitti ridicoli saranno di fatto i cittadini a pagare i canoni delle spiagge che ricordo sono una beffa per chi crede nella giustizia considerato che oggi lo Stato incassa dalle concessione demaniali solo 103 milioni di euro a fronte di un’evasione, secondo l’agenzia del demanio del 50%.”

“Sulle spiagge- precisa l’ecologista- si paga allo Stato un canone di solo 1,27 euro metro quadro/anno per la parte non ricoperta da strutture e Nomisma parla di un fatturato per le oltre 20.000 attività turistico ricreative che insistono sul demanio marittimo di quasi 10 miliardi di euro l’anno e per fare qualche esempio l’albergo di lusso di Cala di Volpe, che ha in concessione a porto Cervo in Sardegna l’esclusiva spiaggia di Liscia Ruya paga la cifra di 520 euro l’anno, mentre il Twiga della Santanchè versa 16.000 euro l’anno.”

“Dopo le norme approvate nell’ultima legge di bilancio come il salva ville sul demanio, la proroga della Bolkestein e il via libera a nuove concessioni con conseguente privatizzazione e cementificazione delle ultime spiagge libere, prosegue l’assalto alle coste preparando la strada alla sdemanializzazione ovvero alla svendita di un bene comune come i litorali del nostro paese.” , conclude Bonelli.

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