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A Bologna “l’umanità” di Fattori in 70 opere, c’è anche un inedito dal Palazzo della Consulta

Fino all'1 maggio a Palazzo Fava Genus Bononiae ospita una mostra sul maestro dei macchiaioli con quadri provenienti da collezioni private

Pubblicato:15-12-2022 16:35
Ultimo aggiornamento:15-12-2022 16:35

giovanni fattori
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BOLOGNA- Un accampamento militare in un bosco da qualche parte in quelle che ancora erano chiamate ‘terre irridente’. Un cavallo stramazzato al suolo, vinto dalla ferocia dello scontro. Un gruppo di soldati a cavallo, alcuni di spalle, altri, più lontani, di lato e di fronte, macchie blu addossate le une alle altre, ferme nel momento drammatico dell’appello (un ufficiale tiene aperto davanti a sé un foglio, l’elenco dei suoi uomini) dopo la battaglia.

L’OPERA MAI MOSTRATA AL GRANDE PUBBLICO

E’ un’opera di grandi dimensioni, una delle più significative tra quelle di Giovanni Fattori in mostra a Palazzo Fava a Bologna fino a maggio. Anche perché, è un quadro noto agli esperti del maestro livornese e al contempo sconosciuto, mai mostrato al pubblico, conservato nel Palazzo della Consulta di Roma, che per la prima volta lo ha messo a disposizione per una mostra. Nell’impresa è riuscita Genus Bononiae, la società della Fondazione Carisbo che gestisce il patrimonio museale di Casa Saraceni, che presenta il primo evento dell’era post-Roversi Monaco.

IL PITTORE IN CITTÀ DOPO 50 ANNI

“Fattori. L’umanità tradotta in pittura” è in programma da domani all’1 maggio ed è realizzata in collaborazione con l’Istituto Matteucci. Il percorso espositivo a cura di Claudia Fulgheri, Elisabetta Matteucci e Francesca Panconi, presenta una selezione di oltre 70 opere della produzione del maestro indiscusso della ‘macchia’, che torna a Bologna dopo più di 50 anni.


LA RAPPRESENTAZIONE DEL RISORGIMENTO

La sequenza delle opere offre al visitatore la possibilità di seguire l’intera evoluzione creativa della pittura di Fattori, accorpando la selezione in nuclei tematici: La macchia, nascita di una nuova arte, Il tema militare come documento di storia e vita contemporanea, L’altra faccia dell’anima, Castiglioncello, “remoto e delizioso sito”, L’intima percezione del proprio tempo, La luce del vero, elemento vivificante e Gli animali, creature amiche, potenti e pacifiche. Il viaggio alla ricerca dell’uomo’ dentro le opere di pittura inizia dalle prime ricerche sulla macchia applicate alla documentazione degli eventi bellici risorgimentali, con capolavori come i ‘Soldati francesi del ’59’, in cui le sagome dei militari sono pure macchie di colore nel paesaggio, fino all’inedito ‘In marcia’ e ‘L’appello dopo la battaglia del 1866. L’accampamento’.

AVATI FIRMA LA PREFAZIONE AL CATALOGO

Nei ‘ritratti dell’anima’, dipinti tra il 1861 e i primi anni del Novecento, la sensibilità introspettiva si combina con il marcato realismo di stampo toscano. Particolarmente attraente la serie di ritratti di amici e parenti che, come testimoni diretti di brani di vita del pittore, rivelano gli aspetti piu` intimi e lo strato sociale del suo mondo: tra questi I fidanzati del 1861, che restituiscono le fisionomie dei modelli, la cugina Argia Bongiovanni e Valfredo Carducci, fratello di Giosuè, che Fattori incontrò in una delle sue rare visite in città. Il catalogo, edito da Skira Editore e a cura di Claudia Fulgheri, Elisabetta Matteucci e Francesca Panconi, ha la prefazione di Pupi Avati.

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