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Al via il Global Junior Challenge, il premio per progetti innovativi

Global Junior Challenge
Inaugurata questa mattina, la manifestazione si concluderà venerdì 17 al Campidoglio
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ROMA – È partito il Global Junior Challenge, il concorso che premia i progetti più innovativi che usano le nuove tecnologie per l’educazione e la formazione dei giovani, arrivato alla sua decima edizione, dedicata quest’anno ai progetti che in emergenza sanitaria sono riusciti meglio a coniugare innovazione e qualità della formazione. Promosso in collaborazione con Roma Capitale, dal 2017 il concorso è dedicato a Tullio De Mauro, presidente per oltre dieci anni della fondazione.

La manifestazione è stata inaugurata questa mattina, nella Palestra Innovazione a Roma e in streaming sulla pagina Facebook di Fondazione Mondo Digitale, e si concluderà venerdì 17 dicembre nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, con la premiazione dei progetti vincitori alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri. “L’epoca della standardizzazione dell’educazione è finita da molto tempo. La sfida della scuola come sistema complesso è aiutare i giovani a diventare imprenditori di se stessi”, ha detto Alfonso Molina, direttore scientifico di Fondazione Mondo Digitale. Per Maria Gramendola, dirigente scolastica dell’Istituto di istruzione superiore ITG-ITI di Vibo Valentia, “il gap tra caos e cosmos può essere colmato sposando l’idea di apprendimento-servizio, per rispondere ai bisogni effettivi del territorio”.

Una visione non distante dall’idea di scuola come comunità, presentata da Giuditta Alessandrini, professoressa di Pedagogia generale e sociale presso l’Università degli Studi di Roma Tre: “Dobbiamo educare i cittadini del futuro, con attenzione alla diversità, alle molteplicità culturali. La scuola deve contribuire allo sviluppo di teste ben fatte, non solo piene. La scuola è comunità e luogo di prossimità”. Roberto Ricci, presidente Invalsi, ha parlato dell’importanza della tecnologia anche per ridurre la dispersione. “La tecnologia ha dimostrato che siamo capaci di affrontare emergenze inattese- ha detto- Sono ancora molte le sfide. La più importante la dispersione occulta. È fondamentale avere buone competenze di base. La tecnologia ci può aiutare”.

“La cultura della digitalizzazione e della sostenibilità deve partire dalle scuole- ha aggiunto Elvira Fabrizio di Eni- Solo con l’intreccio di competenze c’è crescita, c’è sviluppo, c’è la possibilità di rispondere alle sfide epocali del nostro tempo”. Ma per Piero Dominici, professore di Processi culturali e sistemi complessi, direttore scientifico CHAOS, Università di Perugia, “l’umanizzazione della tecnologia da sola non basta. Ripensiamo il rapporto umano-macchina rimettendo il pensiero al centro- ha commentato questa mattina- la cultura della complessità è in primo luogo una cultura della responsabilità. Ripensiamo i processi educativi includendo il digitale senza cadere nell’errore di pensare che servano solo i saperi tecnici. Cultura e tecnologia non sono separate”.

Nella seconda parte della giornata, inaugurata da Mirta Michilli, direttrice generale Fondazione Mondo Digitale, si è aperta una sessione dedicata all’innovazione sistemica nella scuola, riservata a docenti e dirigenti. I lavori proseguiranno anche domani, con una sessione sullo sviluppo inclusivo dei territori riservata ad animatori territoriali e formatori della rete Fondazione Mondo Digitale.

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