Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

L’Ong contro Amazon: “Nel 2020 oltre 10mila tonnellate di imballaggi in mare”

pacco amazon scatola scatolone
I rifiuti del colosso dell'e-commerce nel 2020 hanno raggiunto quota 270mila tonnellate, un terzo in più rispetto all'anno precedente
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Un mare di imballaggi di plastica. Scarti e resti di pacchetti consegnati dalla multinazionale americana dell’e-commerce Amazon. Rifiuti che nel 2020 hanno raggiunto quota 270mila tonnellate, un terzo in più rispetto all’anno precedente, finendo spesso proprio in mare. Le stime sono state diffuse da Oceana, una ong impegnata nella salvaguardia degli ecosistemi costieri. Secondo i suoi dati, nel 2020 circa 10.700 tonnellate di imballaggi di Amazon sono finite in mare. Si tratta di cuscinetti a bolle d’aria, pluriball o buste plastificate, per un volume equivalente a un furgone pieno che ogni 67 minuti finisce in acqua. I dati di Oceana sono stati contestati da Amazon, che ha denunciato una sovrastima del 300 per cento. Secondo il quotidiano britannico The Guardian, che oggi ha rilanciato la notizia, la multinazionale non ha però fornito alcuna stima alternativa.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»