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Migliaia di foto e un regalo al Gozzadini, la ‘favola’ di Guidetti riesce

daniele guidetti
È andato in porto il progetto benefico di un fotografo professionista di Bologna. Ne nascerà anche un libro
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“Ho visto i bambini che non stanno bene e ho visto il lavoro straordinario di medici e infermieri, così ho deciso che dovevo fare qualcosa”. E alla fine Daniele Guidetti, fotografo professionista bolognese, ha fatto ben più di qualcosa: ha raccolto più di 17.000 euro e comprato un sofisticato apparecchio medico da regalare alla Cardiologia dell’ospedale pediatrico Gozzadini del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Come ha fatto? Con quello che sa fare per lavoro e per passione: foto. Migliaia di foto in cui ha ripreso tutte le persone che sono andate nel suo studio per farsi fotografare in cambio di un’offerta libera. E tante offerte libere messe insieme gli hanno permesso di raccogliere i 17.000 euro necessari a comprare il Vicorder (questo il nome del macchinario) che presto arriverà al Gozzadini.

“NON CREDEVO, MA CE L’ABBIAMO FATTA”

“È stata una cavalcata entusiasmante. Una storia, o forse una favola. Non credevo fosse possibile, ma ce l’abbiamo fatta”. Così Guidetti, che per lavoro scatta soprattutto fotografie di moda, parla del suo progetto Blue che si è concluso in questi giorni. Come nasce Blue? “Nell’ottobre del 2020 mio figlio, che ora ha quasi 15 anni, ha avuto un grave problema di salute ed è stato ricoverato al Gozzadini. Lì ho conosciuto l’associazione Pollicino, ho visto come lavora l’ospedale e ho visto bimbi che non stanno bene. Era un periodo in cui avevo tempo, con l’emergenza Covid si lavorava poco, e quindi ho decido di mettere a disposizione il mio tempo per provare a fare qualcosa di concreto. E ho cominciato a invitare le persone in studio per raccimolare soldi”. Un servizio fotografico in cambio di una offerta libera, totalmente devoluta per la causa. L’imprenditore, la cassiera, l’avvocato, lo studente, la mamma: nello studio di Guidetti sono passate persone di ogni tipo.

PERSONE DI OGNI TIPO E QUALCHE VIP

Il progetto è decollato quasi solo col passaparola e con le notizie uscite sulla pagina Facebook del fotografo. Personaggi famosi? Qualcuno è andato, come il comico Duilio Pizzocchi, o il musicista Franz Campi o l’attore Pippo Santonastaso. Ma per il resto la maggior parte delle persone che sono entrate nel suo studio e si sono messe in posa con dietro il telone blu (blu come il nome del progetto) erano persone comuni, famiglie, amici. “Ho ritratto persone di tutti i tipi”. Il blu poi, spiega il fotografo, “non è un colore semplice. È più adatto agli uomini, e io ho scelto di usare un unico flash laterale. Ma alla fine tutte le persone sono venute bene”. Dagli scatti, con cui il fotografo ha immortalato più di 400 persone, nascerà anche un libro fotografico, che sarà pubblicato con Pendragon e sarà presentato il 24 gennaio a Villa Zarri.

“FOTO QUASI OGNI GIORNO, ANCHE LA DOMENICA”

Ringrazio tutti dei sorrisi e della fiducia che mi avete regalato e naturalmente grazie per le donazioni tante, tantissime che ci hanno permesso di raggiungere il traguardo”, dice Guidetti, orgoglioso del progetto. È stato faticoso? “Sì, molto. Ho cominciato a scattare foto per il progetto nel novembre del 2020 e, a parte alcuni mesi di stop forzato per il lockdown, non ho mai smesso fino ai primi di dicembre. Se togliamo agosto, quasi ogni giorno ho ricevuto persone nel mio studio per Blue, sabato e domenica compresi. È stata una sfida anche a livelo lavorativo: fotografare le persone comuni è molto diverso dal contesto della moda, ho cambiato approccio e scoperto come farle sentire a loro agio”.

Trattandosi di un progetto benefico, Guidetti ha voluto occuparsi lui di tutto, dalla ‘a’ alla ‘z’: “Ho fatto tutto io. Tutte le fotografie le ho scattate io, non ho chiesto aiuto a collaboratori. Così come ho scelto dopo io le immagini più belle e le ho corrette. Anche i rapporti con le persone li ho gestiti personalmente”. Com’è andata con l’offerta libera? “È un rischio che ho voluto correre, ma mi sembrava giusto così trattandosi di una donazione. C’è stato anche chi mi ha dato veramente poco, 10 o 20 euro, ma io li ho trattati assolutamente come gli altri. L’offerta media è stata tra i 50 e 100 euro. Alla fine, il concetto di dare offerta libera l’ho trovato vincente. Ha dato più serenità alla gente”.

“HO CONVINTO ANCHE GLI ACCOMPAGNATORI”

Ci sono aneddoti particolari? “Sono riuscito a fotografare tutte le persone che sono entrate nel mio studio, anche chi era venuto per portare solo un’offerta senza voler fare da ‘modello’ per mezz’ora. Ho convinto tutti – dice Guidetti -, tranne una signora anziana, una delle prime venute in studio per accompagnare la figlia e i nipoti. Tutti gli altri si sono lasciati convincere. E anzi, spesso ci prendevano gusto e dopo non volevano più smettere. E poi ci sono state anche foto di gruppo: è venuta una comitiva, un gruppo di ballerini, una squadra di softball, alcune amiche che si erano portate la truccatrice, e anche una classe di una scuola elementare”.

“QUEGLI OCCHI BLU BAGNATI DI PIANTO”

Perchè il nome Blue? “L’associazione Pollicino mi ha telefonato chiedendomi di scegliere un nome per il progetto e lì per lì non sapevo che dire. Proprio quella mattina, lungo le scale del Gozzadini, avevo incontrato una donna con gli occhi arrossati che stava piangendo, mi è rimasto impresso il blu dei suoi occhi. Era una mamma di un bambino ricoverato. Questo incontro, unito al fatto che mi era appena arrivato in studio un telone di colore blu, mi hanno fatto scegliere questo nome. Spero di averle portato fortuna“. Cosa ti ha dato questo progetto? “Mi ha dato tantissimo a livello umano- conclude Guidetti- è una cosa che non avevo mai fatto, perchè era stato sempre molto concentrato sul lavoro, non avevo mai fatto un benefico. Ho conosciuto una sacco di belle persone, disposte a fare del bene. E ho capito che fare del bene fa stare bene”.

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