Università Federico II di Napoli, Mazzucchi nuovo direttore del dipartimento Studi umanistici

Andrea Mazzucchi_unina
Eletto oggi, subentra al filosofo Edoardo Massimilla e guiderà il dipartimento per i prossimi tre anni, a partire da gennaio 2021
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NAPOLI – “Credo che il dipartimento di Studi umanistici, il più grande dell’Ateneo e tra i più grandi in Italia per numero di docenti e per la ricchezza di saperi che esprime, rappresenti una realtà importante, per la sua qualità di ricerca ed offerta formativa, non solo all’interno dell’Accademia”. Così alla Dire Andrea Mazzucchi, studioso della letteratura italiana medievale con particolare attenzione all’opera di Dante e componente del Comitato nazionale per le celebrazioni del Settecentenario della morte del Sommo Poeta, nuovo direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Eletto oggi, subentra al filosofo Edoardo Massimilla e guiderà il dipartimento per i prossimi tre anni, a partire da gennaio 2021. Per Mazzucchi, ordinario di Filologia italiana e di Filologia dantesca, “bisognerà sia continuare a garantire l’eccellenza della nostra attività di ricerca sia lavorare moltissimo perché il dipartimento migliori nei servizi agli studenti e nelle strutture per una didattica che sia sempre più al passo con i tempi. Mi piacerebbe anche che fosse con sempre più forza, com’è stato in questi anni, un riferimento per la vita culturale della città perché io credo molto nella funzione sociale dell’università”. La risposta dell’università all’emergenza sanitaria, sottolinea il neo direttore, è stata “adeguata”. Con l’augurio che quanto prima si possa tornare “a una situazione di normalità”, Mazzucchi evidenzia come questa normalità “non sarà mai un ritorno al passato, bisogna far tesoro della capacità di innovazione che questa emergenza ci ha posto e tuttavia, quando sarà possibile farlo, bisognerà garantire la dimensione interattiva e intersoggettiva dell’universitaà ancora di più in un dipartimento come questo in cui i saperi si costruiscono soltanto attraverso l’interrelazione e la presenza. Appena sarà possibile – conclude – si dovranno prevedere dei momenti in cui recuperare la presenza degli studenti nelle nostre aule”.

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