Tg Ambiente, edizione del 15 dicembre 2020

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– ECOMAFIE, 4 REATI/ORA, BUSINESS 2019 DA 19,9 MLD

Quello dell’ecomafia è un ‘virus’ non conosce crisi. Nel 2019 aumentano i reati contro l’ambiente: ben 34.648 quelli accertati, 4 ogni ora, con un incremento di oltre il 23% rispetto al 2018. E’ boom illegalità nel ciclo del cemento, al primo posto della graduatoria per tipologia di attività ecocriminali: con ben 11.484 illeciti nel 2019 supera il ciclo di rifiuti, facendo segnare un impressionante +74,6% rispetto al 2018. Da capogiro il business potenziale complessivo dell’ecomafia, stimato in 19,9 miliardi di euro per il solo 2019, e che dal 1995 a oggi ha toccato quota 419,2 miliardi. Sono i numeri del Rapporto Ecomafia 2020 di Legambiente, che riporta le storie e i numeri della criminalita’ ambientale in Italia. Da segnalare anche l’impennata dei reati contro la fauna, 8.088, (+10,9% rispetto al 2018) e quelli connessi agli incendi boschivi con 3.916 illeciti (+92,5% rispetto al 2018).

– COPERNICUS IN 2020 MENO INCENDI MA PIÙ DEVASTANTI

Il 2020 è stato segnato da devastanti incendi in diverse aree critiche di tutto il mondo, tuttavia, nonostante alcune regioni come gli Stati Uniti occidentali siano state particolarmente colpite, a livello globale se ne sono verificati meno, con una tendenza alla diminuzione delle emissioni che prosegue dal 2003. Lo stabiliscono i dati del Copernicus Atmosphere Monitoring Service della Commissione europea. I ricercatori segnalano un quadro complicato, con aree delicate come il Circolo Polare Artico che hanno subito incendi di intensità senza precedenti, così come le relative emissioni in atmosfera. Particolarmente colpite la Siberia, il Colorado, la California e la regione del Pantanal del Brasile meridionale. Non è il momento di compiacersi, avverte Mark Parrington, Senior Scientist ed esperto di incendi di Copernicus, nelle aree più colpite gli incendi sono stati di intensità record a causa delle condizioni più calde e secche, con un aumento degli inquinanti trasportati per migliaia di chilometri e ripercussioni sulla qualità dell’aria per milioni di persone.

– ENEL GREEN POWER, INVESTIMENTI RECORD IN BRASILE

Enel Green Power Brasil Participacoes, controllata brasiliana del Gruppo Enel dedicata alle energie rinnovabili, ha avviato la realizzazione di cinque nuovi impianti alimentati da energia rinnovabile nel nord-est del Brasile: quattro centrali eoliche e un impianto fotovoltaico, per un totale di 1,3 GigaWatt di nuova capacità verde. Per Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power, si tratta di un traguardo senza precedenti nella storia della società in Brasile, specialmente considerando le sfide imposte dallo scenario globale attuale. Il Gruppo Enel investirà circa 5,6 miliardi di real brasiliani, pari a circa 1,1 miliardi di dollari USA. La società sta realizzando la centrale eolica da 396 MegaWatt Lagoa dos Ventos III e l’impianto fotovoltaico da 256 MegaWatt São Gonçalo III nello stato di Piauì, mentre gli altri tre impianti eolici – Morro do Chapéu Sul II da 353 MegaWatt, Cumaru da 206 MegaWatt, e Fontes dos Ventos II da 99 MegaWatt – si trovano rispettivamente negli Stati di Bahia, Rio Grande do Norte e Pernambuco.

– CLIMA, HERA PRIMA PROTAGONISTA PROGETTO ‘ADAPTATION’

‘Fragile’, ma proprio per questo più reattiva rispetto ad altri territori italiani nel mettere in campo azioni di contrasto e adattamento al cambiamento climatico. Non è un caso, dunque, che inizi dall’Emilia-Romagna il viaggio in Italia di Adaptation, un progetto giornalistico focalizzato sul tema della convivenza con il ‘climate change’ e articolato in una serie di webdoc che racconteranno cosa accade in Italia, regione per regione. La prima puntata si concentra sul tema dell’acqua e sulla gestione della risorsa idrica da parte della multiutility bolognese Hera. Una questione centrale a fronte di fenomeni climatici sempre più estremi, con piogge meno frequenti, ma più intense che aumenteranno i periodi di siccità. Fra le esperienze emiliano-romagnole raccontate da Adaptation, c’è l’impianto di depurazione delle acque reflue di Bologna (Idar), il più grande tra quelli gestiti da Hera.

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