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Roma, nel Municipio III il Movimento 5 Stelle perde la maggioranza: in consiglio è sotto 13 a 12

Sembra sempre più vicina al capolinea l'avventura del Movimento Cinque Stelle alla guida del III Municipio
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ROMA – Sembra sempre più vicina al capolinea l’avventura del Movimento Cinque Stelle alla guida del III Municipio. Con l’uscita dal gruppo M5S del giovane consigliere Valerio Scamarcia, passato al Misto seguendo pochi giorni dopo il percorso già battuto da Francesca Burri – e prima di lei da Donatella Di Giacinti (e da Donatella Geretto, che è però confluita in Fratelli d’Italia), i pentastellati sono ora ufficialmente in minoranza con 12 consiglieri contro i 13 dell’opposizione.

La minisindaca Roberta Capoccioni non potrà quindi più contare sull’appoggio incondizionato del Consiglio, proprio a pochi giorni della seduta a piazza Sempione per l’elezione del nuovo presidente dell’Aula dopo le dimissioni di Mario Novelli.

E sta proprio a Capoccioni, ora, decidere quale strada intraprendere. La scelta non è ampia: dimettersi, ridando la parola ai cittadini per restituire una maggioranza e un’amministrazione solida al III Municipio, oppure provare a resistere al comando della sua Giunta ma facendo a meno del Consiglio, organo che rappresenta gli oltre 200mila cittadini del territorio (in pratica la 15esima città italiana per numero di abitanti, più di Trieste, Parma, Modena o Cagliari).

Non è escluso che la presidente possa tentare di percorrere proprio la seconda opzione, forte dell’opinione anche di un autorevole esponente del Movimento romano che nei giorni scorsi, profetizzando la situazione che si è poi venuta a creare oggi, spiegava che “il Consiglio municipale non è come quello comunale: non è essenziale per governare e si può benissimo andare avanti senza“.

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