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In arrivo 34,3 milioni dal ministero dei Trasporti per i tram di Roma

Serviranno per la sostituzione dei binari e il rifacimento dell'intera linea tranviaria della Capitale. Patanè: "Ci impegniamo da subito, ammodernamento necessario"
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ROMA – La salvezza per i tram di Roma è nascosta in un piccolo schema sfuggito ai più. Quasi nascosto, contenuto nell’allegato 1, a pagina 6, del piano di riparto del ministero dei Trasporti, approvato dalla Conferenza unificata i giorni scorsi. Contiene una cifra: “34,3 milioni“, che serviranno “per la sostituzione dei binari, causa fine vita tecnica, delle linee tranviarie 2, 3, 5, 8, 14 e 19 di Roma” e per i binari necessari a far tornare i convogli ai depositi Prenestina e Porta Maggiore. Praticamente per rifare tutta la rete tranviaria della Capitale . Ma non è tutto: oltre ai 34,3 milioni per l’armamento, Roma incassa dal Mit anche 1,5 milioni per sostituire cento sezionatori, 339mila euro per sostituire 27 chilometri di linea aerea e 224mila per il sistema di radiocomando e segnalamento degli scambi tranviari.


L’intesa alla Conferenza unificata è stata raggiunta il 3 novembre scorso. Ora il Campidoglio dovrà fare richiesta di erogazione del contributo con istanza da presentare alla direzione generale per il trasporto pubblico locale. Ma bisogna fare in fretta perché il testo prevede una clausola, contenuta all’articolo 3, che stabilisce come gli interventi in esame dovranno essere realizzati tutti entro e non oltre il 31 dicembre del 2023.


Tanti gli interventi che il Comune può mettere in campo in tempi relativamente brevi. Bisogna sostituire buona parte dei binari della linea 3, dopo i deragliamenti dei giorni scorsi (anche se l’armamento da Piramide a Trastevere fu rinnovato sul finire dell’amministrazione Alemanno e la linea riattivata, su quella tratta, i primi giorni di quella Raggi), e quelli della linea 19 (in parte gli stessi della linea 3) che in alcuni tratti (al Verano, in particolare) sono addirittura sprofondati. Per la linea 2 sono in corso già lavori finalizzati alla sostituzione dell’armamento, ma non su tutta la tratta. Sono stati, poi, recentemente annunciati cantieri imminenti anche per la linea 8. Ma la somma a disposizione della Capitale, secondo tecnici comunali, sarebbe comunque più che sufficiente per intervenire sull’intera rete.


Roma non è sola in questa ripartizione. La cifra complessiva stanziata dal Mit è pari a 184 milioni. Fondi stanziati per quelli che vengono considerati “interventi manutentivi urgenti, di immediata realizzazione“, in quanto necessari per mantenere la sicurezza degli impianti e del materiale rotabile. Altri fondi sono stati ottenuti da Milano (44,4 mln) per il materiale rotabile delle linee metropolitane, Torino (46,9 mln) per materiale rotabile e armamento sia per i suoi tram che per le sue metropolitane e, ancora, da Napoli (11,1 mln) per mezzi e binari necessari alle linee tram, metro e per i filobus. Ed ancora incassano risorse Trieste, Padova, Venezia, Messina, Genova e Brescia.


Per Roma i fondi in questione si aggiungono a quelli già incassati, nell’ambito del bando per il trasporto rapido di massa, per i 50 nuovi tram e per le nuove linee Tiburtina, Togliatti e Giardinetti. Somme a cui aggiungere quelle recentemente assegnate in ambito del Pnrr (220 milioni) che per Roma prevedono 120 milioni per la tratta Venezia-Termini della futura Tva e 100 milioni ancora per la linea sulla Palmiro Togliatti.

PATANÈ: “AMMODERNAMENTO NECESSARIO, IMPEGNATI DA SUBITO”

“L’ammodernamento della rete tranviaria è quantomai necessario per garantire il livello di sicurezza dei convogli, la continuità e la regolarità del servizio pubblico, soprattutto alla luce di quanto successo in queste ultime settimane su alcune linee di tram e i conseguenti notevoli disagi causati ai cittadini”. Così Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità di Roma Capitale. “Per questo motivo ci siamo impegnati fin da subito per garantirci queste risorse che rappresentano un’autentica boccata di ossigeno e ci permettono di compiere un altro passo importante per ritornare alla cosiddetta ‘cura del ferro’, che dovrà essere uno dei tratti caratterizzanti della nostra amministrazione”.

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