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In arrivo Gomorra 5, Esposito: “La stagione finale farà vincere l’amore”

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Gli ultimi dieci episodi in onda dal 19 novembre su Sky Atlantic e in streaming su Now
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ROMA – Cinque stagioni, 58 episodi, un film che ha fatto da ‘ponte’ tra la quarta e la quinta stagione, un cast amatissimo a partire da Salvatore Esposito e Marco D’Amore, un successo mondiale – liberamente ispirato all’omonimo best-seller di Roberto Saviano – venduto in oltre 190 Paesi, le battute in napoletano dei personaggi sono entrate nelle nostre conversazioni tanto da spingere i The Jackal a lanciare sul web un format dal titolo ‘Gli effetti di Gomorra sulla gente’. Ma ora questo viaggio – ormai cult, iniziato in tv nel 2014 – nelle viscere della camorra tra Napoli e il resto d’Europa, che ha contaminato anche il mondo della politica e degli affari, termina con gli ultimi dieci episodi (dal 19 novembre su Sky Atlantic e in streaming su Now).

Per i fan la fine di un’era, che ha lasciato una grande eredità alla serialità e che ha dato grande spazio a straordinari interpreti. “La serialità nasce dalla necessità di poter raccontare con profondità e complessità il potere, spesso schiacciato da una sintesi superficiale”, ha detto Saviano, durante la conferenza stampa dell’ultima stagione di ‘Gomorra’ al Teatro Brancaccio.

Qui non si racconta Scampia, ma la periferia presente in ogni metropoli del mondo. L’obiettivo – ha continuato – è stato quello di costruire una narrazione del nostro tempo: o freghi o sei fregato, tra soldi e potere. Con ‘Gomorra’ non vogliamo dire ‘questo è il bene’ o ‘questo è il male’ ma vogliamo sottoporre allo spettatore la complessità del mondo”. La stagione finale, ricca di colpi di scena, ruota attorno alla reunion tra Gennaro (Esposito) e Ciro (D’Amore). “Ciru'” è vivo, d’altronde è chiamato ‘l’immortale’. Assente nella quarta stagione (in quanto creduto morto sul finale della terza), e protagonista del film ‘L’Immortale’, che ci ha mostrato il suo passato e il suo presente lontano da Napoli e da Gennaro.

Quest’ultimo è rinchiuso in un bunker, rinunciando a sua moglie Azzurra e a suo figlio Pietro per riprendersi Secondigliano e togliere di mezzo i Levante con l’aiuto di una new entry nel cast ‘O Maestrale, il feroce boss di Ponticelli. Genny, però, è inquieto. Non si dà pace. Si sente in colpa, convinto di aver ucciso Ciro. Di Marzio è a Riga. I due si rivedono e si abbracciano lontano da Napoli. Ma tra i due basta una scintilla per far scoppiare (di nuovo) una guerra per riconquistare il territorio in questa resa dei conti che non promette sconti e vie di fuga animata da tradimenti, inseguimenti, sangue, odio e amore. “Io ho vissuto questa esperienza in bilico, sentendo la pericolosità di questo racconto, ma la fortuna è che non ero solo”, ha detto Marco D’Amore, qui anche regista dei primi cinque episodi e supervisore artistico.

“Lo dico con cinismo: quelli che non hanno vissuto sentendo la responsabilità del racconto di Roberto Saviano e dei suoi ideali e rendere spettacolare un racconto italiano sono ‘caduti’. Tutto in questa serie tutto è stato difficile. È stato difficile – ha continuato – farci portatori di quei racconti, è stato difficile vivere con questo materiale, vivere quei luoghi con la responsabilità. Ci ha cambiati. Come attore ancora non so, ma personalmente mi ha cambiato nel profondo. Oggi come uomo mi ha migliorato e mi ha reso più comprensivo di chi ha fatto scelte completamente diverse dalla mia. Io sono stato fortunato altri invece no”. A cambiare è stato anche Salvatore Esposito. Per l’attore, apprezzatissimo anche all’estero grazie alla serie ‘Fargo’ “‘Gomorra’ è stato un viaggio difficile, sono cresciuto come uomo e come artista e mai credevo che una cosa del genere fosse possibile. Tutto quello che abbiamo ricevuto è stato frutto del lavoro di tutti davanti e dietro la macchina da presa. Io l’ho definita come la fine di una relazione: all’inizio sei euforico, poi arriva un momento in cui ripensi a tutto il passato e dentro ti senti malinconico, ma hai la consapevolezza di aver dato più del tuo massimo”.

Esposito ha poi concluso: “Io porto nel cuore quando il primo incontro con Maradona, mi ha detto ‘io sono un tuo grande fan’. Sono ancora incredulo”. In questa ultima stagione più che mai viene fuori il rapporto così carnale e così viscerale che c’è tra i due protagonisti fuori e dentro il set. “L’esperienza che mi ha segnato di più è stato l’incontro con Salvatore. La nostra chimica ha influenzato la scrittura. Tra di noi c’è un’attrazione sentimentale e fisica e questo grazie al modo di parlare dei personaggi molto vicino, naso a naso. ‘L’amico è più importante di una femmina’, si dice nella serie, ed è vero. Noi sappiamo cosa voglia dire l’amicizia. È una questione di carne”, ha raccontato D’Amore. Sugli stessi sentimenti c’è anche Esposito: “Ciro e Genny si sono fatti di tutto, si sono sacrificati l’uno per l’altro. Genny ha chiesto a Ciro di ammazzare il padre, ma prima ha ammazzato sua mamma Donna Imma (Maria Pia Calzone, ndr).

Se ne sono fatti di tutti i colori. I sentimenti in ‘Gomorra non sono comuni’. Tra loro due – ha continuato – c’è una storia d’amore, non riescono a stare lontano. In questa ultima stagione il rapporto tra loro è basato più su cosa non si diranno che su cosa si diranno.

‘Gomorra 5’ in un modo o nell’altro farà vincere l’amore”. Questo rapporto carnale tra due amici “nelle dinamiche criminali è presente. Per esempio, nella realtà, i boss Misso e Giuliano c’era un amore fraterno. Proprio come quello tra Ciro e Gennaro”, ha aggiunto Saviano. In questa stagione, ritroviamo anche Ivana Lotito, nel ruolo di Azzurra Avitabile (moglie di Gennaro), e Arturo Muselli, nel ruolo di Enzo ‘Sangue Blu’. “Per me il piano personale si è intrecciato al piano professionale. Io sono entrata che già conoscevo dl successo. Ero terrorizzata di non essere all’altezza – ha raccontato Lotito – e sono cresciuta, ho imparato tante cose grazie a tutti i miei compagni di viaggio.

La fragilità di Azzurra qui diventa forza. Lei vive in prigionia causata da fattori esterni e interni. Questi personaggi non sono liberi di amare perché c’è sempre un’imposizione maggiore che va oltre. Vivono sempre come se fosse l’ultima volta”. In ‘Gomorra 5’, invece, Enzo ‘Sangue Blu’ è “anestetizzato da perdite e tradimenti, in un religioso silenzio – ha detto Muselli – lui è un personaggio religioso ma non legato ad una religione in particolare. Lui ha bisogno di credere in qualcosa. Ha dei valori che lo guidano e che lo costringono all’azione. Qui andrà avanti per ottenere quello che gli spetta. Lui è come se fosse un personaggio del passato ma con la violenza del futuro”. Gomorra 5 è una serie Sky Original, prodotta da Cattleya, in collaborazione con Beta Film, nata da un’idea di Roberto Saviano, scritta da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli (che firmano anche il soggetto di serie con Saviano) e da Gianluca Leoncini e Valerio Cilio. Marco D’Amore ha diretto i primi cinque episodi della stagione e il nono mentre Claudio Cupellini ha diretto i restanti. Entrambi i registi sono anche supervisori artistici della serie.

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