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Mattarella inaugura l’anno accademico a Siena, la studentessa: “Università sono diventate palestre di sfruttamento”

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Lanciato un duro atto di accusa alle Istituzioni, alla gerarchia del mondo accademico e in particolare ai vertici dell'Ateneo senese
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ROMA – “Che nessuno si aspetti dei ringraziamenti né di trovarci in silenzio. Forse è arrivato il momento di ascoltarci“. Durante l’inaugurazione del 781mo anno accademico dell’Università di Siena, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva un duro atto di accusa alle Istituzioni, alla gerarchia del mondo accademico e in particolare ai vertici dell’Ateneo senese. A lanciarlo è Rosalia Selvaggi, la Rappresentante delle Studentesse e degli Studenti, che prende la parola subito dopo la relazione del Magnifico Rettore Francesco Frati. Per niente intimorita di fronte alle massime autorità, e nemmeno per la presenza del capo dello Stato, la ragazza usa parole ferme, a tratti forti, mettendo subito in evidenza che, tra gli interventi sul palco degli oratori, agli studenti è stato riservato un tempo, a suo dire, troppo esiguo.

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“Il tempo estremamente ridotto che ci è stato concesso- ha sottolineato- è una metafora della marginalità” a cui viene relegata “la componente studentesca”. E parla di “idilliaca narrativa meritocratica attorno alle Università” che sta trasformando gli atenei in “palestre di sfruttamento” in cui si usa “un modello di sviluppo che guarda caso è quello con sui si sta distruggendo il nostro Pianeta”. La giovane continua: “Bisogna che il nostro e il vostro fine ultimo sia la formazione e la crescita degli studenti e non il guadagno dell’azienda universitaria, lo studio non deve essere più un privilegio per pochi ma un diritto di tutti. Si parla del nostro futuro, ma si continua a farlo senza di noi. Siamo i giovani coinvolti nel dramma della fuga da un paese che non valorizza il merito, ma merito di cosa? Giovani che devono fare gavetta, i ‘self-made men’ – e mai women- a cui viene ripetuto costantemente lo slogan ‘se ti impegni, ce la fai’. Ed esausti invece ci troviamo costretti ad abbandonare gli studi perché l’istruzione nel nostro paese è un lusso, e mai un diritto”. Secondo la rappresentante degli studenti, nel Pnrr “non si fa il minimo accenno a Università e ricerca” e allora “ci chiediamo cosa ha intenzione di fare questo Governo per contrastare davvero diseguaglianze, povertà, precarietà, abbandono scolastico e universitario? Si sente spesso la parola ripartenza, e allora ripartiamo dall’Università”.

Infine una stoccata molto pungente ai vertici dell’Università di Siena sulla manutenzione delle strutture: “Ringraziamo la visita del presidente Mattarella – conclude Rosalia Selvaggi- che ha permesso la realizzazione di un ammodernamento e una risestimazione ‘ad hoc’, pronta ed efficiente, di strutture e spazi per gli studenti prima lasciati a loro stessi in assenza di ospiti prestigiosi. La patina dell’apparenza colpisce tutti cercando di nascondere la normalità che non è mai abbastanza perfetta”. La Rappresentante studentesca invita pertanto Mattarella a “recarsi anche presso le residenze e mense” per gli studenti “fiduciosi che la sua visita possa essere risolutiva”. Il discorso della giovane deve aver colpito il presidente della Repubblica che nel suo saluto finale alla cerimonia osserva: “La Rapppresentante degli studenti ha manifestato grande attenzione e di avere a cuore la sorte dell’Università, sentimento che condivido, anche per questo in questi anni io ho frequentato molti Atenei, per sottolineare il ruolo che la rete delle Università, antiche e recenti, svolge nel nostro Paese. E sono lieto di registrare alcuni dati positivi che emergono in quel programma governativo chiamato Pnrr. In quel programma vi sono, come è noto, sei grandi missioni: una delle grandi missioni riguarda l’Università e la scuola”.

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