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Stop anidride carbonica, un satellite dell’Esa mapperà quella prodotta dall’uomo

L'Esa ha annunciato il lancio del primo satellite dedicato a monitorare le emissioni di anidride carbonica
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ROMA – Il mondo sta cambiando e non in meglio: le temperature aumentano, gli accordi sul clima si stringono a fatica, gli attivisti- Greta Thunberg e Vanessa Nakate in testa- attaccano i grandi del pianeta accusandoli di parole vuote e poche azioni efficaci. Dopo il G20 di Roma e la Cop26 a Glasgow, in cui le nazioni si sono impegnate a far scendere a zero le emissioni entro il 2050 e a contenere l’aumento delle temperature entro 1,5 gradi, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha annunciato il lancio del primo satellite dedicato a monitorare le emissioni di anidride carbonica dovute ad attività umane. L’Esa, la Commissione europea, Eumetsat e l’industria sono al lavoro per far partire la missione Copernicus Anthropogenic Carbon Dioxide Monitoring entro il 2025.

LA MISSIONE CO2M

L’acronimo della missione è CO2M. Si tratta di una delle sei estensioni previste per il programma Copernicus che l’Esa sta sviluppando per l’Unione europea. Sono missioni ad alta priorità, che aumenteranno le possibilità di Coperniucs, attualmente il principale fornitore di dati di osservazione della Terra.
La missione CO2M è pensata per comporsi di due satelliti- anche le altre ‘sentinelle’ del programma Copernicus lavorano a coppia. C’è anche l’opzione per realizzare un terzo satellite. La missione porterà in orbita satelliti con a bordo uno spettrometro nel vicino infrarosso e uno a infrarossi a onde corte per misurare l’anidride carbonica in atmosfera. Tutte le misure ottenute dall’osservazione dallo Spazio confluiranno nel CO2M Monitoring and Verification Support Capacity, per determinare stime più precise sulle emissioni di anidride carbonica derivanti dalla combustione di fossili a livello locale, regionale e nazionale.

In questo modo l’Unione europea può attingere a una sorgente indipendente di informazioni per valutare l’effettiva efficacia delle misure politiche stabilite, tracciandone l’impatto sulla de-carbonizzazione dell’Europa e valutando gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni.

“Questa missione ci permetterà di distinguere tra emissioni naturali ed emissioni dovute alle attività dell’uomo. Non è un problema semplice, perchè l’anidride carbonica in atmosfera deriva da tante sorgenti, ma ognuna contribuisce solo in piccola parte”, ha spiegato Yasjka Meijer, CO2M Mission Scientist.

La preparazione della missione sta procedendo speditamente, per rendere disponibile il prima possibile il satellite per la partenza. Al momento, il modello di test si trova a Estec, la sede olandese dell’Esa, che funge da centro di collaudo per i mezzi spaziali. In questo momento si trova in uno ‘shaker’, che ha il compito di testare l’integrità del satellite nel rispondere alle vibrazioni del lancio. “Lavoriamo perchè sia una missione di cui l’Europa sarà orgogliosa”, commenta la project manager Valerie Fernandez.

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