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Bombardato l’aeroporto di Asmara, le forze del Tigray rivendicano il raid

Il rischio, ora, è che il conflitto si regionalizzi
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ROMA – Il governo della regione etiope del Tigray ha rivendicato oggi bombardamenti che ieri sera hanno colpito l’area dell’aeroporto di Asmara, la capitale dell’Eritrea, un Paese accusato di sostenere un’offensiva militare di Addis Abeba.

Secondo testimonianze concordanti, esplosioni sono state sentite anche da aree residenziali di Asmara. Non si ha, al momento, notizia di vittime o di feriti.
La responsabilità dei bombardamenti è stata rivendicata da  Debretsion Gebremichael, presidente del Tigray destituito nei giorni scorsi dal primo ministro etiope Abiy Ahmed dopo essere entrato in conflitto con il governo federale di Addis Abeba.

Etiopia ed Eritrea hanno siglato un accordo di “riconciliazione” nel 2018 dopo 20 anni di guerra e tensioni. L’intesa è valsa ad Abiy Ahmed il Premio Nobel per la pace. Finora Addis Abeba ha smentito le accuse tigrine rispetto a un’alleanza con Asmara, che secondo Debretsion sosterrebbe le truppe etiopi e avrebbe inviato propri contingenti nel Tigray.

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Secondo il dirigente, le forze del capoluogo Macallè hanno combattuto negli ultimi giorni con ben 16 divisioni dell’esercito di Asmara. Fonti non confermate hanno riferito di soldati feriti ricoverati in ospedali dell’Eritrea.

All’origine del conflitto, deflagrato 12 giorni fa, tensioni tra il governo federale e il Fronte di liberazione del popolo tigrino (Tplf), tradizionalmente al potere a Macallè, fino al 2018 decisivo anche negli equilibri di potere ad Addis Abeba.

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