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VIDEO | Mali, Del Re: “L’Ue è un’alleata naturale, avanti con le elezioni”

Una dichiarazione rilasciata al rientro da Bamako dalla rappresentante speciale dell'Unione Europea per il Sahel in un'intervista all'agenzia Dire
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ROMA – Continuare sulla strada delle elezioni, per dare vita a un governo che “risponda davvero alle esigenze della popolazione”: questa la richiesta portata da Emanuela Claudia Del Re, rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Sahel, all’esecutivo che ha assunto il potere in Mali a seguito del golpe dell’agosto 2020. Le dichiarazioni sono state rilasciate in un’intervista all’agenzia Dire al rientro da Bamako e prima di una nuova missione nella regione, in Niger, tuttora in corso, con un incontro ieri con il presidente Mohamed Bazoum.

Il Mali è uno dei cinque Paesi che rientrano nel mio mandato ma è centrale per com’è oggi la situazione” ha detto Del Re. “Attraversa una fase di transizione e per l’Ue è un momento allo stesso tempo di preoccupazione e di speranza: ci sono già obiettivi precisi, per esempio le elezioni, che dovrebbero tenersi a febbraio e sulle quali stiamo discutendo anche con l’Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale”. Durante la missione a Bamako si è parlato del processo di pace, a partire dagli Accordi di Algeri sottoscritti dal governo con i ribelli della Coordination des mouvements de l’Azawad (Cma) dopo la fase più acuta del conflitto nelle regioni del nord tra il 2012 e il 2013.

“Il problema è l’inclusività” ha sottolineato Del Re. “Abbiamo parlato con tutte le parti: dal presidente Assimi Goita al ministro della Difesa e a quello dei Maliani all’estero, rilevante per gli aspetti legati alle migrazioni; dai rappresentanti delle università agli operatori delle ong, per capire meglio gli umori e le aspettative della società civile”. Del Re ha toccato anche il tema della sicurezza, al centro nelle ultime settimane di discussioni e polemiche politiche, in merito a un accordo del governo di Bamako con Wagner, una società russa di contractor.

“Come Ue siamo partner fedeli e naturali del Mali” ha sottolineato la rappresentante speciale. “Abbiamo addestrato 18mila militari perché crediamo nel principio della ‘ownership’, cioé del fatto che siano i maliani a risolvere i problemi dei maliani”.

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