Un lockdown sotto l’albero di Natale? Il Governo dice no ma tutti se lo aspettano

L'editoriale del direttore Nico Perrone per Direoggi
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ROMA – Il virus circola a piu’ non posso in tutta Europa, costringendo molti Paesi a chiudere di nuovo tutto, o quasi. Ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando della situazione italiana, ha svicolato dicendo: “Non faccio previsioni per Natale, io faccio previsioni delle misure piu’ idonee, adeguate e sostenibili per prevenire un lockdown, pero’ dipendera’ molto dal comportamento di tutta la comunita’ nazionale, questa e’ una partita in cui vinciamo o perdiamo tutti”. Il fatto e’ che oggi, interpellando in maniera trasversale alcuni parlamentari, il blocco tutti se lo aspettano.

La situazione e’ gia’ molto difficile, con l’economia che stenta a riprendersi e la disperazione sempre piu’ crescente di tanti cittadini che gia’ adesso non ce la fanno e che vedono sempre piu’ nero per il futuro. In Europa, incredibile, invece di darsi da fare per mettere a punto tutte le misure economiche promesse per fronteggiare la crisi socio-economica stanno litigando e hanno bloccato i negoziati. Sono dovuti scendere direttamente in campo il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e della Commissione, Ursula von der Leyen, per chiedere a tutti di rimettersi al tavolo e decidere in fretta.

Per quanto riguarda la politica nazionale due gli argomenti al centro del confronto. Il primo e’ lo stop alla Camera al voto sulla legge per abbassare a 18 anni (ora 25) il voto per il Senato. La legge fa parte dell’accordo di Governo a seguito del referendum sul taglio dei parlamentari. E’ stata Italia Viva di Matteo Renzi a bloccare tutto, chiedendo di discutere prima tutte le altre riforme, a partire dalla nuova legge elettorale. Il Pd ha passato la palla al presidente del Consiglio chiedendo di risolvere presto la questione.

Il secondo e’ la candidatura imminente di Carlo Calenda, leader di Azione, a sindaco di Roma. Il confronto con la coalizione di centrosinistra e’ cominciato e va avanti. Stupore ha suscitato la presa di posizione di Andrea Romano, deputato e portavoce di Base riformista (che tra i Dem qualcuno malignamente definisce gli infiltrati ‘renziani’) contrario alla candidatura di Calenda, e quindi al possibile accordo con il Pd. Dentro Azione il no di Romano non viene preso in considerazione: “Romano non sopporta Calenda, e’ questione personale, e ogni volta che puo’ l’attacca. Siamo sicuri che dietro Romano non c’e’ nessuna area riformista”.

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