Omicidio Daphne Galizia, Amnesty: “16 ottobre diventi giornata di mobilitazione”

Dal blogger maltese ad Amnesty, appelli a 2 anni dall'assassinio
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ROMA – “Il 16 ottobre, il giorno della morte della giornalista maltese Daphne Caruan Galizia, sia giornata di mobilitazione internazionale per i giornalisti che difendono i diritti umani e si trovano sotto minaccia in tutto il mondo”. E’ l’appello affidato all’agenzia Dire dal portavoce di Amnesty international Riccardo Noury, a due anni dall’omicidio della cronista.

A margine di una conferenza organizzata dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Noury ha rivolto un appello ad “azioni concrete a partire dal suo impegno, dalla sua testimonianza, dal suo lascito umano e prefessionale incredibile”.
Il portavoce ha detto che “non si puo’ ridurre l’esperienza di Daphne a una vicenda locale maltese” e che “l’Europa deve fare di piu'”. Secondo Noury, “a Malta questa giornalista ha individuato un crocevia di corruzioni e tangenti che e’ internazionale”.

FNSI: ‘L’UE SI IMPEGNI NEL NOME DI DAPHNE’

“A Malta abbiamo capito che quando e’ uccisa una giornalista, altri cento escono fuori a concludere il suo lavoro. Non si puo’ uccidere la verita’”. Ne e’ convinto Emanuel Delia, blogger maltese che da anni prosegue il lavoro di indagine di Daphne Caruana Galizia, reporter sua connazionale assassinata due anni fa, il 16 ottobre 2017. “Daphne e’ stata uccisa per il suo lavoro” sottolinea Delia. “Era sul punto di scoprire un enorme caso di corruzione, con al centro imprenditori internazionali e politici maltesi” racconta il blogger maltese: “Sono tutti rimasti impuniti”.

L’incontro alla Fnsi partecipano personalita’ del giornalismo italiano. Ad aprire i lavori Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, secondo il quale a Malta “nulla e’ stato fatto per rendere giustizia a Daphne”. Diverse le proposte concrete che emergono nel corso della mattinata, arricchita dalla presentazione del reportage realizzato dal sito di informazione ‘FanPage’ sulla morte della cronista.

Tutti i partecipanti sottolineano l’importanza di spingere Malta a istituire una commissione d’inchiesta indipendente sul caso di Daphne. “A oggi – spiega alla Dire il rappresentante di Amnesty International Italia Riccardo Noury – Malta non ha rispettato i requisiti del diritto europeo, che prevedono che i parenti della vittima siano informati sulla composizione della commissione che indaghera’ sulla sua morte”.

A concludere i lavori il presidente della Fnsi, Giuliano Giulietti, che promette di continuare a far pressione sulle istituzione europee affinche’ diano vita a una direttiva di tutela dei cronisti minacciati. Una misura doverosa, secondo molti partecipanti, che nel corso dell’incontro ricordano i ben cinque giornalisti uccisi sul suolo europeo insieme a Daphne, negli ultimi due anni.

di Brando Ricci

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15 Ottobre 2019
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