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Susi Snyder (Ican): “La mia vita contro la guerra e per il disarmo nucleare”

Intervista a Susi Snyder, che 10 anni fa lanciò la campagna per il disarmo nucleare che ora ha vinto il premio Nobel
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ROMA – Susi Snyder ha 40 anni e da 20 è attiva contro la guerra e per il disarmo nucleare. Dieci anni fa, ha partecipato al lancio a Vienna della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (Ican), la campagna internazionale che la settimana scorsa ha vinto il premio Nobel per la Pace grazie anche al ruolo svolto per far approvare all’Onu il Trattato per la proibizione delle armi nucleari, firmato finora da 53 Paesi, tra i quali non figura l’Italia.

Snyder, newyorkese residente a Utrecht, nei Paesi Bassi, sorride mentre parla con la DIRE, che l’ha intervistata a Roma questa settimana, a margine di una conferenza stampa nella quale ha preso parola in qualità di vincitrice della ‘Colomba internazionale’. Il riconoscimento, la cui assegnazione è stata decisa diverse settimane prima di quella del Nobel per la Pace, le è stato conferito nell’ambito della 33esima edizione del premio ‘Colombe d’oro per la pace’, organizzato dal centro studi Archivio Disarmo.

“10 ANNI FA L’ESORDIO, ERAVAMO DECISI A FARE QUALCOSA DI DIVERSO”

Nel 2007, spiega Snyder, “ci siamo detti che dovevamo fare qualcosa di nuovo e diverso, riconcentrandoci sul lato umano”. “E che dovevamo mettere su un movimento internazionale per stigmatizzare, bandire ed eliminare le armi nucleari. Ed eccoci qui, dieci anni dopo: siamo sulla buona strada”. Snyder sottolinea che la campagna “si sostiene principalmente grazie all’impegno di giovani” e ripercorre le tappe di un impegno divenuto via via più forte. “Personalmente, ho lavorato sulle armi nucleari per oltre 20 anni sul tema delle armi nucleari- spiega la presidente di Ican-. Ho iniziato da una prospettiva basata sui diritti umani, lavorando negli Stati Uniti con i sopravvissuti ai test nucleari“. Ad oggi, la campagna conta su oltre 400 associazioni aderenti in circa 100 Paesi: “Non so neanche dire quante persone in giro per il mondo stiano condividendo la nostra energia e i nostri stessi sforzi”.

“CI SONO STATI MOMENTI DIFFICILI MA CI SIAMO DIVERTITI UN SACCO”

Poi, una domanda sulle difficoltà incontrate in questi dieci anni. “A essere sincera – risponde Snyder – ci sono sempre momenti difficili, ma se mi guardo indietro ci siamo divertiti un sacco. Abbiamo conosciuto persone di tutto il mondo, abbiamo davvero lavorato sodo, ma abbiamo anche festeggiato ognuna delle nostre vittorie e dei nostri successi. I momenti difficili sono svaniti, quelli che ricordo sempre e porterò con me per tutta la vita sono quelli di gioia. Ma trovare fondi è sempre una sfida!”.

“SONO FIDUCIOSA CHE ITALIA SI UNISCA A NOSTRA BATTAGLIA”

Nell’intervista si parla anche della posizione dell’Italia. “Sono molto fiduciosa che possa e si unirà a questa battaglia” dice Snyder. “Non c’è nulla che glielo impedisca legalmente, ed è una buona opportunità per mettersi dalla parte giusta della storia”. L’ultimo passaggio è sugli impegni futuri. “Lavoreremo ancora per stigmatizzare le armi nucleari, per rendere operativo il trattato dell’Onu e per rendere più facile il disarmo” assicura Snyder.

IL MESSAGGIO PER DONALD TRUMP E KIM JONG-UN

Penso che il Nobel porti un po’ più di attenzione sul tema, e possa sensibilizzare sul fatto che ci sia una soluzione: prima ci sembrava che non ce ne fosse una”. A proposito, c’è anche un messaggio per Donald Trump e Kim Jong-un, rispettivamente presidente degli Stati Uniti e leader della Corea del Nord: “Negoziate. La diplomazia funziona”.

di Giulia Filpi

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