mercoledì 14 Ottobre 2026

VIDEO| Gino Cecchettin risponde agli affondi di Futuro Nazionale: “Gli slogan non risolvono i problemi”

Nei giorni scorsi le parole di Vannacci sull'educazione femminista e del consigliere regionale del Veneto, Valdegamberi, secondo cui il protocollo del 2025 siglato col ministero dell'Istruzione per portare nelle scuole l'educazione alla parità di genere finirebbe per criminalizzare il maschio

FIRENZE – “Con gli slogan e i proclami non si sono mai risolti i problemi sociali. I problemi vengono affrontati studiandoli, capendone le cause, come si evolvono. In questo caso solo gli specialisti, sociologi e pedagogisti possono dare una risposta e la risposta è l’educazione sessuoaffettiva che è quello che stiamo portando avanti”.

Così Gino Cecchettin, presidente della fondazione Cecchettin, risponde a margine della firma di un accordo a Firenze in relazione agli affondi di Futuro nazionale contro il protocollo del 2025 siglato col ministero dell’Istruzione per portare nelle scuole l’educazione alla parità di genere.

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Ad avviso del consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi, esponente del partito di Vannacci, il progetto finirebbe per criminalizzare il maschio. “Per giudicare le cose bisogna conoscerle- ribatte Cecchettin, incalzato sul punto- invito chiunque abbia qualcosa da dire di leggere il protocollo, di verificare come metterlo a terra e poi si va in discussione. Sennò restano solo chiacchiere”.

LOTTA A VIOLENZA DI GENERE, TOSCANA ADOTTA PROGETTO CECCHETTIN

La Toscana diventa una delle Regioni di testa del progetto della fondazione Cecchettin per educare contro la violenza di genere, fin dall’infanzia. È stato presentato oggi a palazzo Strozzi Sacrati il piano nazionale che porta a formare gli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primaria.

È la terza Regione in Italia a farlo, insieme a a Veneto e Puglia. Potrà contare sul supporto prezioso e pedagogico dell’università di Firenze. Il contributo toscano in materia è arricchito da un ulteriore sforzo, che viene svelato nella stessa occasione: quello di Unicoop Firenze, che per tutto il mese di novembre sosterrà la proiezione del film sul femminicidio di Giulia Cecchettin, nelle scuole al mattino e il pomeriggio e la sera fra tutti i clienti dei supermercati Coop.

“Firmando il protocollo con la fondazione Cecchettin e con l’università di Firenze, diamo un sostegno economico di 45 mila euro ma soprattutto condividiamo questa grande battaglia che viene portata avanti sulla formazione– spiega l’assessora regionale alla Parità di genere Cristina Manetti- si tratta di raggiungere 1.000 insegnanti, parliamo dunque di una formazione molto capillare. È una battaglia, prima di tutto, culturale. Sappiamo che le famiglie e le scuole sono gli enti formatori per definizione, proviamo intanto a partire dalle scuole”.

L’assessora si riallaccia, del resto, alle parole del padre di Lorena Isceri, sequestrata e uccisa dall’ex compagno Federico Vella: “Formiamo i ragazzi, parliamo loro degli aspetti che riguardano le relazioni- è l’invito anche di Manetti- gestire i sentimenti per i ragazzi di oggi è un problema“.

Una lettura della società e del fenomeno emergenziale dei femminicidi e delle prevaricazioni di genere che unisce l’amministrazione regionale alla fondazione: “Se vogliamo combattere la violenza, serve agire fin dall’infanzia– conferma il presidente dell’associazione Gino Cecchettin- non è un fenomeno che scatta di colpo, ma si costruisce con il tempo, con gli stereotipi che sono all’interno della nostra cultura. È d’obbligo educare i ragazzi a gestire le emozioni fin dai primi anni d’età. Negli Stati dove questo è avvenuto i risultati si stanno già avendo”.

Una volta completato il progetto pilota, Cecchettin pensa a una diffusione sistematica dell’iniziativa: “Stiamo già parlando del prossimo anno e di coinvolgere tutte le altre Regioni– conclude- dipende da quanti fondi riusciremo a raccogliere e da come riusciremo a coinvolgere le istituzioni”.

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