MILANO – Qualche decina di rider si è ritrovata nel tardo pomeriggio in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano, per dare il via al corteo promosso da Nidil Cgil contro le condizioni di lavoro nel settore del food delivery. Al centro della protesta la richiesta che lo stop alle consegne nelle ore più calde, previsto dall’ordinanza del Comune di Milano per tutelare la salute dei lavoratori, non si traduca in una perdita di reddito.
“Anche il rider deve mangiare” e “Non consegniamo per paghe da fame” sono stati alcuni degli slogan rilanciati durante gli interventi dal palco. “La principale richiesta è che, quando i lavoratori sono forzatamente fermi per il caldo, venga riconosciuta comunque una parte di indennità“, ha spiegato Andrea Bacchin della Cgil di Milano, sottolineando che, se il blocco delle consegne in bicicletta viene rispettato, resta invece da verificare l’applicazione delle altre misure previste dall’ordinanza, come la disponibilità di acqua e di luoghi ombreggiati per le pause. Per questo, ha aggiunto, il sindacato ha chiesto un incontro con Comune e aziende per monitorarne l’attuazione.








Nel mirino dei manifestanti anche le tariffe riconosciute dalle piattaforme. Secondo Bacchin, gli aumenti annunciati da Glovo non avrebbero prodotto un reale beneficio economico e, stando alle segnalazioni dei lavoratori, le offerte sarebbero state “solamente appiattite”. Più duro l’intervento di Angelo Avelli, delegato Cgil e attivista del Movimento Rider, che ha chiesto “un contratto vero e tutti i diritti” per i lavoratori del food delivery. Avelli ha denunciato compensi che, a suo dire, si fermano ancora a “2,50 o 3 euro lordi” per consegna e ha ribadito la necessità di garantire strumenti di welfare e continuità di reddito quando i rider non possono lavorare, chiedendo anche il recepimento della direttiva europea sul lavoro tramite piattaforma.
Al presidio ha preso la parola anche il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino, che ha espresso sostegno alla mobilitazione ricordando la bocciatura in Regione Lombardia di una mozione a favore dei rider. “C’è un mondo di lavoratori che le istituzioni non stanno guardando”, ha detto, aggiungendo che “un conto è lavorare negli uffici con l’aria condizionata, un conto è spaccarsi la schiena nelle strade di Milano”. Per Majorino le piattaforme “devono smetterla di sfruttare le lavoratrici e i lavoratori” e i rider rappresentano “una parte essenziale della città”.
Dal presidio il corteo si è mosso lungo via Vitruvio e corso Buenos Aires, ha raggiunto piazzale Loreto ed è poi tornato verso il centro passando da viale Tunisia, via Fabio Filzi e via Giovanni Battista Pirelli, dove era prevista una sosta davanti alla sede di Glovo. La manifestazione è quindi proseguita attraverso corso Como, piazza XXV Aprile e corso Garibaldi fino a largo Cairoli, dove si concluderà con un’assemblea dei lavoratori.



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