lunedì 17 Agosto 2026

Saman, confermato l’ergastolo a genitori e cugini. Meloni: “In Italia non c’è spazio per chi nega libertà e vita a una donna”

La Cassazione ratifica le condanne d'appello. Esulta il Comune di Novellara

di Mattia Caiulo e Emanuele Nuccitelli

REGGIO EMILIA – Cala definitivamente il sipario sulla vicenda giudiziaria dell’omicidio di Saman Abbas, la giovane pachistana di Novellara (Reggio Emilia) che si è ribellata alla famiglia, venendo per questo uccisa dai parenti nella notte dell’1 maggio del 2021. La Corte di Cassazione ha infatti confermato questa mattina le condanne emesse nella sentenza di appello: ergastolo per i genitori e i cugini e 22 anni per lo zio della ragazza. I cinque imputati erano stati ritrovati uno dopo l’altro nell’arco di tre anni tra l’Europa e il Pakistan e riportati in Italia per essere giudicati. Dovevano rispondere delle accuse di omicidio e occultamento di cadavere (i resti della 18enne furono ritrovati- su indicazione dello zio- in una fossa scavata sotto un casolare diroccato nelle campagne reggiane).

In primo e secondo grado,a dicembre 2023 e ad aprile 2025 il padre e la madre di Saman, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, erano stati condannati all’ergastolo. La pena per lo zio Danish Hasnain era passata da 14 a 22 anni. Infine i cugini della ragazzaNoman Ul Haq e Ikram Ijaz, inizialmente assolti a Reggio, erano stati condannati all’ergastolo a Bologna. Il nodo principale e che ha accomunato tutti e cinque i ricorsi in Cassazione è lapremeditazione. Ovvero l’aggravante più pesante che in primo grado era caduta e che invece, in secondo grado, aveva contribuito a ribaltare la situazione per i cugini.

MELONI: “IN ITALIA NON C’È SPAZIO PER CHI NEGA LIBERTÀ, DIGNITÀ E VITA A UNA DONNA”

“Con la sentenza definitiva per l’omicidio di Saman Abbas si chiude una dolorosa vicenda giudiziaria. Saman, giovane di origine pakistana in Italia, è stata uccisa dai suoi genitori e da alcuni familiari dopo essersi opposta a un matrimonio forzato e aver rivendicato il diritto di scegliere liberamente il proprio futuro. Nessuna sentenza potrà restituirle la vita, ma è giusto che i responsabili di questo barbaro delitto siano stati condannati in via definitiva”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.
In Italia non c’è spazio per chi pretende di negare, in nome di presunte giustificazioni culturali o religiose, la libertà, la dignità e la vita di una donna. Questi sono principi irrinunciabili sui quali non arretreremo mai. Il mio pensiero va a Saman. Che possa finalmente riposare in pace”, conclude.

IL SINDACO DI NOVELLARA: “BENE LA CONFERMA DELLE CONDANNE, ORA AVANTI CON L’IMPEGNO PER L’INTEGRAZIONE”

“Accogliamo con favore la notizia che la Cassazione ha confermato le condanne emesse nel precedente grado di giudizio in Corte d’Assise d’appello a Bologna”, commenta il sindaco di Novellara Simone Zarantonello. Secondo cui il verdetto “è un segnale importante che sottolinea un punto fondamentale, anche dal punto di vista sociale e culturale, ovvero che questi reati non solo non sono accettabili in un contesto democratico e civile, ma che la legge li punisce ancora più duramente quando subentrano aggravanti causate da motivazioni culturali”.
Il fatto che il Comune di Novellara si sia sempre costituito parte civile, evidenzia ancora il primo cittadino, “non è un particolare secondario, ma la testimonianza di un territorio che non può accettare tali comportamenti”. Conclude Zarantonello: “Archiviata la sentenza, resta inalterato l’impegno dell’amministrazione comunale di portare avanti un importante e capillare lavoro sull’integrazione, sull’educazione, sulla costruzione di una rete a sostegno di chi si trovi a vivere in situazioni di prevaricazione e sofferenza famigliare”.

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