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Chiesa, l’esperta: “Veto al sacerdozio femminile è un dogma culturale, ma scisma impossibile”

DONNE E SPIRITUALITÀ | L'intervista alla Dire di Raffaella Di Marzio, psicologa delle religioni e direttrice del Centro studi Lirec

Pubblicato:15-07-2022 13:09
Ultimo aggiornamento:15-07-2022 14:06
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ROMA – Se la Chiesa pentecostale è parità tra i sessi e assenza di gerarchia le cose vanno diversamente nella Chiesta cattolica. Il moderno Papa Francesco non fa eccezione e ha ribadito, confermando le parole di Giovanni Paolo II, “mai il sacerdozio femminile”.

È questione di dogma teologico o di storia?

“Ci sono tutte e due i temi”. Così risponde Raffaella Di Marzio, psicologa delle religioni e direttrice del Centro studi Lirec, intervistata dalla Dire per la rubrica ‘Donne e spiritualità’.

La Chiesa cattolica fonda il divieto del sacerdozio femminile sulla nomina dei 12 uomini apostoli fatta da Gesù– chiarisce l’esperta- e sul fatto che durante l’ultima cena erano presenti i 12 e tutta la tradizione ha ribadito che da queste fonti viene il divieto sacerdozio femminile. A differenza delle chiese della Riforma quella cattolica ha costruito un muro bimillenario contro il sacerdozio femminile e lo ha fatto su basi poco solide. È peraltro impossibile che in una cena, secondo la tradizione ebraica, non ci fossero donne anche se non è scritto in quel versetto. Si tratta di motivazioni che sono soprattutto un dogma culturale trasmesso da 2mila anni e che non scalfisce la problematica”, ammette Di Marzio.

“PAPA FRANCESCO NOMINA DONNE CHE DECIDONO DI MASCHI AL COMANDO”

Ogni tanto il tema affiora, poi viene richiuso in un cassetto e infatti Papa Bergoglio “ha nominato donne in punti di grande importanza, due nel dicastero dei vescovi che insieme ai prelati potranno dibattere di chi sarà vescovo, senza poterlo essere mai e mai potranno sperare di diventare nemmeno diacone, figurarsi sacerdoti o vescovi, perfino per le bambine chierichette c’era resistenza”, continua Di Marzio. Le donne continuano ad avere un ruolo ancillare, e anche le religiose, le suore “la loro funzione è quella del servizio– prosegue la direttrice del Centro Lirec- che peraltro fanno con tantissimo amore, ma quanto decidono autonomamente rispetto a chi sta sopra di loro che sono uomini?”.

Come può cambiare questo assetto maschilista della Chiesa cattolica?

Uno scisma credo sia impossibile– ammette Di Marzio- l’ultimo è stato quello di Lutero che aveva potere economico politico e militare, nessuno più ci è riuscito. “Non si può scalfire, è troppo gerarchizzata e poi: chi e come dovrebbe fare uno scisma per questo motivo? Sarebbe necessaria un’azione concorde tra uomini e donne cattoliche per eliminare questo divieto. Ma questo cambiamento non interessa davvero e la Chiesa cattolica non è un’Istituzione che si può riformare dal basso. Il Concilio Vaticano II ha riformato qualcosa, ma chi sedeva ai tavoli e decideva erano sempre prelati e tra le loro priorità non c’era sicuramente il sacerdozio femminile”, conclude.


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