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Salvini incassa e Giorgia Meloni scassa il centrodestra

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L'editoriale del direttore Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – El centrodestra unido jamàs serà vencido? Il motivetto suona simpatico ma ormai è storia passata. Vero, ogni volta che i leader si attovagliano per qualche annuncio importante, con telecamere e fotografi accorsi in massa, le mani si uniscono e c’è pure il sorriso da alleato. Un minuto dopo, volano gli stracci, le parolacce e le maledizioni. Perché ormai è guerra all’ultimo sangue tra Matteo Salvini, leader della Lega in discesa, e Giorgia Meloni, capa di Fratelli d’Italia in ascesa.

Salvini è nervoso, le sta tentando tutte per non farsi scavalcare, per rigettare indietro quei maledetti sondaggi che certificano ormai da tempo il sorpasso della destra. Per questo non passa giorno senza che il nostro capitano non cerchi di tirare qualche colpo all’alleata, che non sta certo a guardare. Ultimo regalo, la nomina dei due consiglieri Rai votati dal Parlamento, uno della Lega e uno di Forza Italia, con tanti saluti ai Fratelli d’Italia. Un affronto, raccontano di una Meloni infuriata e pronta alla guerra. Tra i leghisti e quelli di Forza Italia si raccolgono voci tranquille: “Alla fine Meloni si accontenterà di qualche vicedirezione, magari gli lasciamo il direttore del Tg2, alla fine tutto rientrerà”. Si vedrà.

Per quanto riguarda il confronto odierno, si fa per dire, tra Meloni e Salvini, i due hanno deciso di cavalcare il numeroso e variegato popolo dei ‘no vax’. In Italia sono tanti, presto saranno chiamati al voto, vedi mai che… Forse è per questo che Salvini e Meloni non si sono ancora vaccinati, aspettano il loro turno dicono. Ma i leader devono essere i primi a dare l’esempio altro che chiacchiere. Salvini e Meloni preferiscono cavalcare la battaglia di quelli che pensano alla libera uscita e se la prendono con quanti nel Governo spingono verso il Green Pass.

Ieri Salvini era andato da Draghi per bocciarlo, chiedendo il contrario: “Cambiare i criteri di colori ed eventuali chiusure, quindi passare dal numero dei contagi a quello dei ricoveri e delle terapie intensive, che fortunatamente è sotto controllo. Ci potranno essere più contagi? Sì, ma questo non vuol dire che ci saranno più ricoverati e morti”, ha detto Salvini mentre tutti incrociavano le dita di mani e piedi. Stavolta Meloni non si è fatta sorprendere e pure lei è partita all’assalto: “Mentre in Italia si guarda a Macron come ‘modello’, la Germania dice no al Green Pass come requisito per partecipare alla vita sociale: la coercizione non è la via per guadagnare la fiducia dei cittadini. Secondo la stampa nostrana, chiunque provi ad opporsi ad una stretta così illiberale e pericolosa, è automaticamente un ‘no-vax’. Quindi, secondo certi giornalisti, anche Angela Merkel è una ‘no-vax’? Non se ne può più di questo approccio ideologico che continua a estremizzare il dibattito tentando di mettere le persone le une contro le altre”, ha scritto Meloni sulla sua pagina Facebook.

Sul versante del Centrosinistra cresce la preoccupazione: “Le polemiche della destra sul green pass sono francamente assurde, incomprensibili e dannose. Vaccinazione e green pass sono elementi indispensabili per salvaguardare la stagione estiva, il turismo e le attività commerciali e di ristorazione, e saranno decisivi anche per la ripresa a settembre. È interesse di tutti rendere più sicuri i luoghi dell’aggregazione. Introdurre il green pass obbligatorio nelle zone della movida e per i grandi eventi spingerebbe i giovani a vaccinarsi. Con i no alle mascherine, ai vaccini, al green pass si apre solo la strada a nuove ondate e alla variante Delta, più contagiosa. Sarebbe interessante a questo punto sapere da Salvini, che è al governo, qual è la sua ricetta per contrastare le varianti e tornare alla normalità”, ha sottolineato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd.

Altra novità, finalmente Beppe Grillo e Giuseppe Conte si sono incontrati. Il Garante supremo non si è mosso dal suo villone al mare ed è toccato al leader incaricato raggiungerlo. Di fronte ad una spigola al forno e verdure innaffiate dal vinello giusto, Grillo è tornato indietro rassicurando l’avvocato del popolo che non lo fregherà di nuovo, che si era sbagliato a giudicarlo un residuato storico e incapace e che è d’accordo a cedergli le leve del comando del M5S. Anche se lui avrà sempre l’ultima parola. E mentre Conte si allarmava ecco arrivare il dolce fatto dalla proprietaria del ristorante.

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