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Milano, cosa ‘vuol dire studiare’ in Cattolica

universita cattolica milano
'Apprendere e incontrare' secondo la nuova campagna dell'ateneo
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MILANO – ‘Studiare vuol dire apprendere, e anche amare’; oppure ‘Studiare vuol dire conoscere, e anche incontrare’; e ancora: ‘Studiare vuol dire riflettere, e anche partecipare’. Così vedono l’università alla Cattolica di Milano e così intendono comunicarla con la nuova campagna firmata da Paolo Iabichino. “L’idea creativa è mettere in primo piano ciò che contraddistingue il nostro ateneo: lo studio concepito come crescita personale, non solo apprendimento ma anche esperienza comune” spiega Fausto Colombo, delegato del rettore alle attività di comunicazione e promozione dell’immagine dell’università Cattolica.

Obiettivo della campagna, che volutamente accompagnerà il periodo delle immatricolazioni al nuovo anno accademico, infatti, è evocare un’immagine dell’ateneo che trasmette conoscenza e nello stesso tempo favorisce l’incontro con l’altro. “Usciamo da una pandemia che ha scardinato i paradigmi dell’insegnamento, aprendo riflessioni inedite sul fronte educativo, rivalutando un patto formativo che non può più ridursi a un semplice trasferimento di competenze– afferma Paolo Iabichino- Per questo ho voluto concentrare la mia scrittura sui temi dell’apprendimento come forma di comprensione critica della realtà”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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