Festival della Filosofia e ‘macchine’: quando aggiungono bellezza al corpo delle donne

L'utilizzo delle macchine per la bellezza, intese come dispositivi protesici, ma anche come sintesi chimiche utilizzate in medicina estetica, e' una riflessione coerente con la parola chiave del Festival
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

MODENA – “Esiste una questione legata alla bellezza, come distinzione tra naturale e artificiale in relazione al corpo e al genere. E’ il tema delle protesi“, ad esempio, che “aggiungono al corpo e alla sua forma”, e’ la ricerca della “simmetria, quella regolarita’ geometrica tipica della macchina. Uno spunto interessante” ha detto all’agenzia Dire Barbara Carnevali, nuova componente del Comitato Scientifico del Festival Filosofia 2020, a margine della conferenza stampa di presentazione, appena terminata a Modena, presso la sede del Consorzio, e in diretta streaming.

LEGGI ANCHE: Festival della Filosofia 2020 sarà in presenza, il coraggio di tornare in piazza a pensare

Un tema soprattutto correlato al corpo femminile e a nuove possibilita’ offerte dal presente per essere piu’ belle, correggere difetti, mantenersi giovani. L’utilizzo delle macchine per la bellezza, intese come dispositivi protesici, ma anche come sintesi chimiche utilizzate in medicina estetica, e’ una riflessione coerente con la parola chiave del Festival: per interrogarsi sui cambiamenti indotti nel corpo, sul limite, ma soprattutto sulle ragioni della scelta.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»