VIDEO | Proteste e arresti in Bielorussia, anche giornalisti fermati in diretta tv

Violenze della Polizia e arresti durante i cortei di ieri sera a Minsk e nella città di Gomel: cittadini in strada dopo la bocciatura dei due candidati alternativi al presidente Lukashenko, al potere da 26 anni
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ROMA – Giornalisti aggrediti in diretta tv, manifestanti caricati e picchiati dai poliziotti in un parco pubblico, circa 150 provvedimenti di fermo: questo, secondo Caterina Zuzuk, portavoce dell’Associazione bielorussi in Italia, il bilancio dei cortei di ieri sera a Minsk e nella città di Gomel.

In un videomessaggio per l’agenzia Dire l’attivista cita portali di informazione, definiti “indipendenti”, da Spring96 a Svoboda, critici rispetto al governo del presidente Aleksandr Lukashenko, al potere da 26 anni e in cerca di un sesto mandato.

“Centinaia di persone sono scese in strada dopo che il comitato centrale incaricato di organizzare le elezioni del 9 agosto ha bocciato le candidature di Viktar Babaryka e Valery Tsapkala” riferisce Zuzuk.

Le manifestazioni sono state represse dalle forze dell’ordine, che sono intervenute con pugni e manganelli aggredendo cittadini disarmati“.

Di cariche, disordini e arresti sono disponibili foto e filmati, diffusi su portali di informazione e social network, in particolare su Telegram. Un video mostra l’arresto di un cronista, che seguiva in diretta la manifestazione di Minsk. Prima di essere investito dagli agenti dell’Omon, i servizi anti-sommossa, il reporter ha appena il tempo di dire: ‘Siamo giornalisti’.

Il filmato documenta il fermo e il trasferimento di forza del professionista in un cellulare della polizia. Immagini simili sono state pubblicate anche dal sito Naviny.by, che riferisce di manifestanti costretti a inginocchiarsi, le mani dietro la nuca.

Secondo Zuzuk, sette giornalisti, fermati sia a Minsk che a Gomel, sono stati nella maggior parte dei casi rilasciati. La portavoce sottolinea che la protesta contro elezioni giudicate né libere né credibili ha coinvolto ieri sera non solo la Bielorussia ma anche le comunità all’estero.

“A Londra e a Bruxelles, a Valencia e ad Amsterdam, a Trento e a Roma, a Vienna e a Pisa – dice Zuzuk – bielorussi sono usciti in strada anche da soli per sostenere i propri concittadini e per sensibilizzare”.

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15 Luglio 2020
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