VIDEO | Diritti e potere, ecco la ricetta per la leadership femminile di ‘Women in politics’

L'incontro a Montecitorio organizzato dalla vicepresidente della Camera dei Deputati, Mara Carfagna
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ROMA – Contrastare la violenza verbale e il linguaggio sessista; non dare per acquisite una volta per tutte le conquiste fatte finora dalle donne; tenere a mente che la diversità è un ‘asset’, non un ostacolo; porsi il problema del potere, unico strumento per incidere sulla realtà. Sono alcune delle linee guida emerse da ‘Women in Politics’, l’incontro organizzato a Montecitorio dalla vicepresidente della Camera dei Deputati, Mara Carfagna, in collaborazione con l’ambasciatrice inglese in Italia, Jill Morris, aperto dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, con il ricordo di Margaret Thatcher, la Lady di ferro, prima donna alla guida di un governo in Europa.

“Nel Regno Unito abbiamo appena celebrato il centenario del suffragio femminile ottenuto nel 1918, con cui oltre 8 milioni di donne ottennero il diritto di voto- ha dichiarato Morris- Con le ultime elezioni abbiamo ottenuto la Camera dei Comuni con il numero di deputate più alto, ben 209, il 32% del totale, abbiamo avuto due donne alla guida del governo, Thatcher e May, abbiamo la regina. Ma non siamo pienamente soddisfatte, perché le donne sono più della metà della popolazione ma un terzo dei parlamentari”. Troppo esiguo il numero di donne che si affacciano alla vita pubblica, “c’è la necessità di creare le condizioni per fare in modo che le donne abbiano la possibilità di occuparsi attivamente della politica”. Perché “sono portatrici di un’agenda politica diversa”, ha detto Amber Rudd, Secretary of State of the House of Commons, e più donne in politica significa “più politica per le donne”. 

 

Prima di tutto, più politiche di conciliazione lavoro-famiglia. “Oltre al lavoro le donne devono poter fare figli e per dare loro questa possibilità dobbiamo avere donne giovani in Parlamento, e dare modo alle donne di fare figli ed essere parlamentari- ha sottolineato Eleanor Laing, deputy speaker of the House of Commons- Quando ho avuto un figlio 18 anni fa mi è stato detto ‘Sicuramente non ti presenterai alle prossime elezioni, dovrai rinunciare al tuo seggio’. Il non l’ho fatto, non dobbiamo mai gettare la spugna”. E rilancia sulla necessità di “fare molto di più sulla strategia del rispetto e della gentilezza”. 

Per la senatrice Emma Bonino, bisogna “smettere di pensare che le donne siano tutte uguali e che le donne debbano per forza occuparsi di altre donne”. Fondamentale decostruire l’accezione negativa “della donna ambiziosa, che vuole il potere” e portare la propria diversità “in questi tempi in cui va di moda il turpiloquio, anche dalle più alte cariche dello Stato, resistendo a queste volgarità perchè la buona educazione istituzionale è rivoluzionaria”. Sul piano della parità legale “non c’è molto altro da fare”, secondo la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, in carica dal 2013, eletta miglior sindaco del mondo nel 2018, ma “bisogna difendere quanto si è ottenuto e soprattutto andare avanti con quello che c’è ancora da fare, sul piano delle idee: un cambiamento di mentalità”. L’idea che il potere “sia qualcosa da cui fuggire” che “per lungo tempo è appartenuta anche alla cultura del femminismo di sinistra” è, per la sindaca, “una grande sciocchezza”, perché “il potere è in assoluto lo strumento per incidere sulla realtà, la cosa più nobile che ci sia. O cambi la realtà o resta solo un dibattito fine a se stesso. E se vogliamo che le donne abbiano un maggior ruolo per l’intera comunità bisogna che ognuna di noi cominci a comportarsi come una persona, che sa che deve lottare per avere potere”. Di violenza verbale e linguaggio sessista si parlerà in uno dei prossimi incontri del ciclo ‘Women in’, intitolato ‘Women in media’.

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15 Luglio 2019
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