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Venezia, Brugnaro: “Antistorico minare l’unità della città”

Sindaco inaugura ponte votivo e festeggia il Redentore con Casellati
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VENEZIA – “Costruire ponti è la dimostrazione di quanto l’ingegno dell’uomo sia in grado di realizzare per superare gli ostacoli. Il ponte fisico è il simbolo di collegamento tra due sponde opposte ma diventa, immancabilmente, anche il segno tangibile dell‘unità tra realtà distanti, tra realtà apparentemente diverse che, però, se messe nelle condizioni di confrontarsi, possono trovare punti di convergenza”. E “Venezia città ponte tra culture e religioni diverse, crocevia tra oriente e occidente, incarna a pieno questo spirito”, essendo diventata la Serenissima, “grande Repubblica Veneta, proprio perché era unita”. Del resto lo stesso gonfalone “è il simbolo di una storica unità tra la terraferma, la Città antica e la laguna tutta”. Ora, “pensare di minare le fondamenta di questo millenario equilibrio non solo risulterebbe uno sfregio al nostro passato, ma sarebbe decisamente antistorico in un mondo in cui, più che ai confini amministrativi, conta la libertà delle persone di muoversi, di vivere e far crescere la propria famiglia in un territorio ricco di servizi e attrattivo a livello globale”. Così il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, inaugurando il ponte votivo, come ogni anno realizzato tra la fondamenta delle Zattere e l’isola della Giudecca, in occasione della festa del Redentore.

“Venezia rinnova così, di anno in anno, il proprio inno alla speranza e alla fiducia nel domani. Questa sera la nostra città torna a vestirsi a festa per dimostrare, ancora una volta, la sua magnificenza”, prosegue Brugnaro, auspicando che proprio dalla chiesa del Redentore parta “un messaggio di gioia, di fratellanza e di unione”. Anche “la presenza della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati alla nostra festa, qui, oggi, dimostra quanto Venezia, dopo anni di duro lavoro, sia tornata ad essere punto di riferimento a livello nazionale e internazionale”, aggiunge il sindaco, convinto che “la nostra città, con tanta umiltà e coraggio, sta facendo valere la sua capacità di superare quelle difficoltà che quotidianamente tutte le grandi realtà mondiali si trovano ad affrontare”. E “solo se saremo capaci di fare squadra, di impegnarci tutti assieme e soprattutto di alimentare lo spirito di unità potremo vincere le grandi sfide che il mondo globalizzato ci sottopone. Solo in questo modo potremmo dirci orgogliosamente eredi della nostra Serenissima”, conclude.

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