Veneto, la popolazione diminuisce e invecchia ma internet cresce

PADOVA - Crescono gli anziani e diminuiscono i nati e
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venet2PADOVA – Crescono gli anziani e diminuiscono i nati e nel 2015, in Veneto, per la prima volta dal 1960 “si abbassa in numero gli abitanti. Lo spiega Ilaria Bramezza, segretario generale alla programmazione della Regione Veneto, presentando l’edizione 2016 del rapporto statistico regionale, oggi a Padova. L’anno scorso, infatti, in regione, si sono contati oltre 12.000 abitanti in meno rispetto all’anno precedente. Cala anche la natalità: “dai 9,8 nati per mille abitanti del 2008 si è passati agli otto nati per mille abitanti del 2015”, fa notare Maria Teresa Coronella, direttrice del Sistema statistico regionale. Come se non bastasse, il 2015 ha fatto registrare un “eccesso di mortalità”, che d’altronde è fisiologico, dato l’invecchiamento della popolazione che, in cifre, si traduce in un 22% di cittadini sopra i 65 anni. Per contro, la media dei pensionati è inferiore a quella nazionale. Il Veneto ne ha infatti 63 ogni 100 lavoratori, mentre la media italiana si assesta su 72 pensionati ogni 100.

Più bassa della media, quindi, anche la spesa pensionistica, che è pari al 14,6 % del Pil e piazza il Veneto al terzultimo posto tra le Regioni italiane per questa voce di spesa. Nonostante l’età media avanzi, però, ben il 68% dei cittadini veneti utilizza regolarmente internet, e “tre quarti delle 437.000 imprese venete hanno un sito aziendale”. Percentuali superiori alla media nazionale, che cresceranno ulteriormente grazie all’investimento previsto di qui al 2020, pari a 400 milioni di fondi pubblici, che porterà la banda ultralarga “all’85% della popolazione”, sottolinea Bramezza.

Dai dati, risulta poi che il 40,3% della popolazione veneta vive nella “grande città diffusa” composta dall’area compresa tra Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Verona. La città diffusa “vive di mobilità” spiega Bramezza, ma “ha un deficit di rete infrastrutturale”, in quanto “il Veneto contra 53,6 chilometri di asfalto ogni 100 chilometri quadrati di superficie, ovvero cinque in meno della media nazionale”. Bene invece ferrovie, “in linea con la media nazionale”, e in crescita il traffico aeroportuale, con un 5% di transiti e un 3,8% di passeggeri in più nel 2015.

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