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Il mondo dell’istruzione sta cambiando, bisogna comprendere la rivoluzione della Buona Scuola

di Anna Paola Sabatini, Direttore dell’Ufficio scolastico del Molise Il mondo dell'istruzione sta cambiando, bisogna comprendere la
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di Anna Paola Sabatini, Direttore dell’Ufficio scolastico del Molise

Il mondo dell’istruzione sta cambiando, bisogna comprendere la rivoluzione della Buona Scuola > > È trascorso un anno dalla nascita della riforma sulla Buona Scuola, approvata il 13 luglio 2015. Ed è stato un anno intenso, per gli studenti, i docenti, i dirigenti e tutto il personale della scuola. Ma nonostante le critiche mosse da più parti all’impianto normativo, la nuova legge ha portato una serie di cambiamenti destinati a rivoluzionare per sempre il mondo dell’istruzione. Il primo e più importante di questi cambiamenti ha riguardato il ruolo stesso dei nostri istituti, non più istituzioni ”isolate”, ma veri e propri centri di riferimento per le comunità locali in grado di dialogare in maniera più diretta con il territorio, con le famiglie e gli attori economici e sociali.

Una scuola il cui compito è diventato quello di essere non solo un punto di riferimento per la crescita e la formazione dei ragazzi, ma anche una guida per il loro intero percorso di vita. Perché i nostri studenti meritano di essere seguiti a trecento sessanta gradi, anche accompagnandoli in maniera mirata verso un confronto efficace con il mondo del lavoro. E qui tocchiamo un altro punto importante della Riforma: l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria. Perché aiutare i nostri ragazzi a diventare cittadini e futuri lavoratori, assecondando attitudini e vocazioni personali, è un obbligo morale per la società. Si tratta di una responsabilità che devono assumersi soprattutto gli educatori, coloro cioè che contribuiscono a “forgiare”, insieme alla famiglia, il carattere e la personalità dei nostri ragazzi, a costruire il loro percorso formativo, di conoscenze, di sogni e obiettivi da realizzare. E continuiamo con i benefici di questa Riforma, partendo proprio da quest’ultimo punto, perché è vero che ha caricato di responsabilità i docenti, ma ha contribuito anche a restituire alla scuola quel ruolo centrale che nella società aveva perso.

Il dibattito sul mondo dell’istruzione in Italia non è mai stato così vivo, anche sui Social, dove il termine “scuola” è stato uno di quelli più diffusi sul web nell’ultimo anno. Proprio la sfida sulla formazione e sul digitale è stata l’ulteriore scommessa della Buona Scuola che ha moltiplicato le opportunità di crescita di studenti e docenti (inserendo per gli insegnanti anche forme di merito) in questo settore accelerando nei nostri istituti un processo di innovazione che stentava a decollare. Gli investimenti di risorse economiche cospicue da parte del Miur hanno completato il lavoro. I risultati già si vedono, ma saranno sempre più evidenti nei prossimi mesi. Ulteriori investimenti in tema di innovazione nelle nostre scuole contribuiranno a strutturare questo processo di cambiamento che ormai è avviato in tutto il paese. Certo, la Buona Scuola può avere elementi di criticità. Non esistono riforme perfette. Ma la rivoluzione è in atto. Bisogna solo comprenderla.

 

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