mercoledì 9 Settembre 2026

Bologna dà l’ultimo saluto a Romano Montroni: all’Archiginnasio la camera ardente

Da Carlo Feltrinelli a Franceschini: l'omaggio al grande librario

BOLOGNA – “Sei stato una grande palestra di vita”, dice commossa la figlia di Romano Montroni, Irene, dando l’ultimo saluto al padre durante la camera ardente tenuta oggi all’Archiginnasio. Attorno alla bara, insieme alla moglie Piera, ai figli e ai nipoti, tanti amici di una vita, librai, scrittori come Paolo Nori, accademici, esponenti del mondo politico, culturale e economico, non solo bolognese. C’è anche l’ex ministro della Cultura Dario Franceschini, che immagina l’aldilà di Montroni come “una grande libreria”. “Ciò che abbiamo ricevuto in questi giorni colma in parte il vuoto che abbiano”, si sforza di sorridere Filippo, il figlio del grande libraio. E se Carlo Feltrinelli si sofferma sul lungo sodalizio con la sua famiglia, da Giangiacomo a Inge, e saluta infine un “assoluto fuoriclasse”, Pierluigi Stefanini omaggia così Montroni: “Ci ha insegnato ad avere coraggio a provarci sempre. Era contagioso: era impossibile dirgli di no”.

È arrivato per l’addio a Montroni anche Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly. “È stata una persona che ha lasciato un segno fortissimo, non solo a Bologna. È stato un perno della cultura italiana”, sottolinea invece Lorenzo Sassoli de Bianchi. Tanti amici di Montroni prendono la parola dopo i famigliari nel cortile più bello della città, a partire da Stefano Bonaga, secondo cui Montroni “non era mai solo”: portava ad altro, introduceva sempre una relazione. In missione all’estero il sindaco Matteo Lepore, per il Comune c’è la vicesindaca Emily Clancy. Insieme alla famiglia, l’amministrazione sta cercando modo per ricordare la figura di Montroni. “Già solo da oggi si vede che c’è molta voglia di volere celebrare e riconoscere questa eredità, penso che il programma per ricordarlo sarà eclettico, come era eclettico Romano Montroni”, afferma Clancy. Di sicuro su un ricordo degno ci conta, e lo ribadisce, Casini: “Se Bologna è quello che è, è anche per merito di persone come lui”.
Alessandro Bergozoni, infine, gli dedica una metafora delle sue: “Molti uomini stanno andando al macero e non li abbiamo mai letti. Sono i resi, ma non arresi. Sfogliamoli. Questa è la novità delle edizioni Montroni”.

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