venerdì 10 Luglio 2026

“Non sapevo di avere un tumore”, parla donna operata in gravidanza

Intervento eccezionale al Sant’Eugenio di Roma, mamma e figlia tornate a casa

ROMA – “Quando ho scoperto di avere un tumore cerebrale, durante la 27esima settimana di gravidanza, mi sono sentita malissimo. Non ne avevo la minima idea prima di allora”. A parlare ai microfoni del TG5, in occasione del Congresso di Medicina Perinatale dal titolo ‘Fetal Lifestyle’, che si è svolto di recente presso l’Aula Montalcini del Sant’Eugenio di Roma, è la donna di 35 anni che lo scorso novembre, alla 27esima settimana di gravidanza, è stata sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico per rimuovere un tumore cerebrale di nove centimetri. Lo staff multidisciplinare dell’ospedale romano è riuscito a salvare sia la propria vita sia quella della figlia che portava in grembo. La diagnosi aveva subito reso evidente l’urgenza: era troppo presto per un parto anticipato, ma i sintomi della neoplasia peggioravano rapidamente. Così i medici di diverse specialità, tra cui neurochirurghi, anestesisti, ginecologi e neonatologi, hanno valutato il caso e deciso di intervenire immediatamente. “Non c’era più tempo per aspettare– ha spiegato sempre al TG5 Stefano Signoretti, direttore di Neurochirurgia al Sant’Eugenio- La paziente stava entrando in una fase di coma superficiale, rapidamente evolutivo verso il coma profondo, una condizione dalla quale è molto difficile recuperare”.

QUATTRO ORE E MEZZA DI INTERVENTO

Il 13 novembre, in sala operatoria, i medici hanno dovuto monitorare due vite contemporaneamente: quella della mamma e quella del feto. L’intervento è durato quattro ore e mezza, affrontando l’incognita dei possibili effetti dell’anestesia sul bambino, in assenza di precedenti simili documentati in letteratura scientifica. “La decisione di lasciare il feto in utero durante l’operazione è stata rivoluzionaria- ha commentato Fabrizio Signore, direttore della Ginecologia- Tutto il team era pronto a intervenire immediatamente se fosse stato necessario far nascere la bambina”. Secondo Signoretti, il caso è praticamente unico: “È raro operare in urgenza un tumore così grande e, contemporaneamente, consentire un parto naturale una settimana dopo”. Oggi, madre e figlia sono tornate a casa. La piccola cresce sana, mentre la mamma recupera lentamente le forze. “Sono stata felicissima quando mio marito mi ha detto ‘hai partorito’– ha raccontato ancora la donna- La bimba aveva i capelli neri ed era bianca come la neve”.

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