ROMA – Altro che famiglia ‘felice’. Il matrimonio tra Antonella Di Ielsi e Gianni Di Vita era in crisi da tempo e la donna aveva deciso di separarsi. Tant’è che lo aveva scritto in diversi messaggi ad una sua amica di Pietracatella. La quale, però, quando è stata sentita dagli inquirenti, si è ben guardata dal riferire la situazione di tensione che c’era in casa, e le intenzioni di Antonella, morta per avvelenamento insieme alla figlia Sara, di 15 anni, nei giorni a cavallo del Natale scorso. Ed è per questo che questa persona è stata indagata per favoreggiamento: durante l’ultima audizione in Questura, che era per lei la terza, a un certo punto le sono stati mostrati i messaggi che Antonella le aveva inviato e le è stato detto che per lei scattava l’iscrizione nel registro degli indagati. A quel punto la donna non ha più potuto negare a situazione di crisi in famiglia. Non solo Antonella le aveva parlato di problemi col marito e aveva usato la parola “separazione“, ma aveva anche chiesto consiglio per trovare un avvocato divorzista.
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L’amica di Antonella che non voleva dire niente agli inquirenti della crisi matrimoniale non è l’unica che, in Questura, ha negato che ci fossero tensioni nella famiglia Di Vita. Ci sarebbero infatti anche altri testimoni, ascoltati, che non hanno mai accennato a problemi nella coppia o aria pesante in casa. Forse per difendere la ‘reputazione’ di Gianni Di Vita? Commercialista molto conosciuto in paese ed ex sindaco di Pietracatella. L’atteggiamento in qualche modo ‘omertoso’ di tanti testimoni è poco comprensibile. Ma ora è stato smascherato dall’analisi del cellulare di Antonella che racconta un’altra verità.




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