hamburger menu

Pillon: “Bambini spesso sottratti a un genitore separato per false denunce”

Il senatore della Lega lo denuncia nel corso di una conferenza stampa al Senato

SIMONE PILLON SENATORE

ROMA – Sui figli di genitori separati “è in corso un dibattito serrato che purtroppo in Italia ha preso i caratteri del confronto ideologico”. Alla base c’è “l’assurda contestazione dell’idea dell’alienazione parentale” e si finisce col non contrastare “un fenomeno che si verifica in troppi casi: il rifiuto indotto, a carico del minore, di una delle due figure genitoriali”. Il senatore della Lega Simone Pillon lo denuncia nel corso di una conferenza stampa al Senato dal titolo ‘Alienazione, estraniazione o rifiuto immotivato del genitore: realta’ e ideologia a confronto. Il caso Apadula – Massaro‘.

LEGGI ANCHE: Laura Massaro vince in Cassazione, i legali: “La Corte bandisce l’alienazione parentale”

Alla base del fenomeno, secondo il senatore, ci sono le denunce di un genitore verso l’altro “che nella stragrande maggioranza dei casi sono diffamatorie“. Per Pillon “sono intollerabili” le violenze sulle donne “altrettanto quanto le false denunce che pongono uno stigma sociale su quella persona” e “a farne le spese è tutto il tessuto sociale, perché quando fallisce la famiglia paga l’intera società. Studi ormai diffusi della comunità scientifica dimostrano quanto per un bambino costituisca una ferita inguaribile crescere con il rifiuto di uno dei due genitori. E qui- aggiunge Pillon, anche vicepresidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza- parliamo del rifiuto su induzione di un altro genitore”.

LEGGI ANCHE: Affidi, scontro in commissione d’inchiesta per il caso Apadula-Massaro

Il senatore si rivolge quindi “alle colleghe parlamentari che hanno ormai sposato questa tesi. Non vogliamo chiamarla alienazione?– chiede rivolgendosi idealmente a loro- allora chiamiamola estraniazione, o rifiuto inutile, o rifiuto immotivato“. Per queste ragioni il leghista chiede alla magistratura e alla ministra della Giustizia, Marta Cartabia, di “non lasciarsi condizionare dalle ideologie” e promette di non volersi fermare qui: “Vogliamo garantire ai minori il diritto di un rapporto equilibrato e significativo con entrambe le figure genitoriali”, assicura.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-06-15T14:00:58+02:00

Ti potrebbe interessare: