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Tg Mondo Hi-Tech, edizione del 15 giugno 2022

Si parla di cyber-paure, beni culturali e monopattini

DIGITALE MIGLIORA VITA MA AUMENTANO CYBER-PAURE

Il 71,5% degli italiani dotati di una connessione a internet utilizza sia la rete fissa sia quella mobile, il 17,7% solo la linea mobile, il 10,8% solo la rete fissa. Immersi nella digital life, gli utenti ricorrono alla combinazione di infrastrutture fisse e mobili per garantirsi l’accesso sempre, ovunque e comunque. Agli operatori di rete sono richieste connessioni veloci, con un’alta qualità e fluidità dei contenuti – per il 51,6% – connessioni affidabili, senza incorrere in interruzioni – per il 41,7% – un servizio di assistenza rapido e facilmente accessibile in caso di guasti o di problemi amministrativi – lo chiede il 31,1% – Il 43,9% degli italiani – e il dato sale al 51,5% tra i laureati e al 55% tra i giovani – pagherebbe qualcosa in più pur di avere la connessione con i requisiti indicati. Così il Rapporto ‘Vivere e valutare la digital life’ realizzato dal Censis in collaborazione con WINDTRE. Le cyber-paure però sono in aumento. Il lato oscuro della digital life oggi ha il volto delle cyber-minacce. Il 56,6% degli italiani – e ben il 61,9% dei giovani – ha paura per la propria sicurezza informatica, ad esempio quando svolge operazioni bancarie online. I ripetuti attacchi informatici a istituzioni, imprese e cittadini fanno presa sul corpo sociale e spaventano di più di quanto si tema il libero accesso alla rete da parte dei minori – per il 34,7% – i rischi di dipendenza dal web e le minacce alla salute mentale – il 23,7% – gli hater che aggrediscono le persone sul web – per il 22,0% – I cyber-attacchi insidiano il diritto alla connessione, che per gli italiani va tutelato garantendo adeguate protezioni dalle minacce, segnala la ricerca.

SCOPERTA VULNERABILITÀ CYBER SU SISTEMI FOTOVOLTAICO

Rischio hacking anche nelle rinnovabili. Una vulnerabilità zero-day nei sistemi di controllo del fotovoltaico prodotti da una grande azienda tedesca, vulnerabilità di un software non nota agli sviluppatori o conosciuta ma non gestita, è stata scoperta da Swascan, società di cyber security del gruppo Tinexta. Si tratta di un produttore con migliaia di clienti in tutto il mondo e un attacco tramite una backdoor in alcuni dispositivi di monitoraggio “avrebbe potuto permettere a dei criminal hacker di prendere il controllo dei sistemi di produzione di energia solare dotati dell’hardware in questione e controllarli a loro piacimento”, spiega Pierguido Iezzi, CEO di Swascan. La società ha allertato il produttore e la criticità è stata risolta ma “il connubio tra cyber war e cyber crime non è mai stato così forte come in questi mesi” e “spesso la linea di confine tra criminale e cyber soldier è sottile”, aggiunge Iezzi. E’ quindi “allarmante”, avverte l’esperto, “che tale criticità abbia riguardato una tecnologia al centro della strategia europea per una differenziazione energetica capace di superare la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento russe”.

ROMA. CON BIRD STOP SOSTA SELVAGGIA MONOPATTINI

Una nuova tecnologia per dare una risposta concreta al problema del parcheggio selvaggio dei monopattini a Roma. Arriva da Bird, che introduce la sosta a stalli nel centro storico della Capitale. Gli utenti del servizio di micromobilità potranno chiudere in modo corretto il noleggio esclusivamente nei parcheggi virtuali individuati dalla app: luoghi idonei e sicuri, distribuiti in modo capillare nel pieno rispetto del decoro cittadino e delle norme di parcheggio, ad esempio mantenendo i passaggi pedonali e i marciapiedi liberi da ostacoli. Dopo New York, San Francisco e San Diego, Roma è la prima città europea in cui l’azienda sperimenta il nuovo tool di parcheggio Bird Visual Parking System. Il sistema utilizza una tecnologia scalabile e rivoluzionaria che, grazie all’Application programming interface – o API – geospaziale della piattaforma per la realtà aumentata ARCore di Google, consente all’azienda di geo-localizzare i monopattini parcheggiati con una precisione millimetrica, sfruttando anni di scansioni 3D di Google, la realtà aumentata e i dati di Street View di tutto il mondo.

BENI CULTURALI, DA ENEA NUOVO LASER SCANNER DIAPASON

Si chiama Diapason ed è il laser scanner di ultima generazione realizzato dai ricercatori ENEA per la tutela e la diffusione della conoscenza del patrimonio artistico-culturale. Diapason consente di realizzare un modello 3D multispettrale dell’opera oggetto di indagine, grazie alla sette lunghezze d’onda del laser scanner – dall’ultravioletto fino al primo infrarosso – che permettono di acquisire immagini non alterate dalla luce ambientale superando i limiti dei dispositivi oggi in commercio. Queste caratteristiche lo rendono uno strumento adatto per valutare più facilmente lo ‘stato di salute’ di quadri, affreschi, opere scultoree e siti archeologici. Il dispositivo, capace di operare fino a una distanza di 15 metri, combina le prestazioni di due prototipi già in uso all’ENEA: quello con tre lunghezze d’onda nel visibile e quello con laser infrarosso, quest’ultimo in grado di andare sotto al primo strato di pigmento, rendendo visibili, per esempio nelle tele a olio, ripensamenti, studi preparatori e precedenti interventi di restauro.

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2022-06-15T14:35:41+02:00